A spasso con il lama

EttoreLama (337 x 599) (253 x 450)Che sia patita degli animali non è una novità. E nemmeno che abbia contagiato i miei figli, Ettore e Clara. Tanto per intenderci sulle nostre priorità, la prima tappa ad Amsterdam è stata il giardino zoologico, la seconda il Museo dei gatti. Così, non appena arrivati in Val d’Ega, l’occhio ci è caduto su un’escursione fra lama e alpaca.
Siamo a Nova Levante (Bz), un borgo al cospetto del massiccio del Latemar. E ai limiti dell’abitato, Dieter e Denise, una coppia con tre bambini, hanno fatto del loro maso il regno di ottanta animali, che conoscono uno ad uno, per nome, abitudini, storia, caratteristiche, comportamento. Quando arriviamo sotto casa loro, dopo aver incrociato Maximus, un maestoso maschio di lama che ha un recinto tutto per sé, Denise ci accoglie con gli altri ospiti di lingua italiana, mentre Dieter si dedica a chi parla tedesco.
Ci avviamo verso il fianco della montagna in cui brucano le femmine di lama e alpaca, con i loro piccoli, e Denise ci racconta della gerarchia rigida che vige nella comunità di questi erbivori: si perde in aneddoti, ricordando scontri, lotte, epiloghi, anche cruenti. E i miei figli sono sempre più rapiti: li affascina l’idea che gli animali siano così sensibili, delicati, ma al tempo stesso impietosi con gli avversari. Intanto seguiamo con lo sguardo i balzi dei cuccioli, ascoltiamo altri racconti e poi ci avviamo verso la parte destinata ai maschi, dove conosciamo un esemplare francese che, dopo la tosatura, non sentendosi più a suo agio, senza la folta chioma, è caduto in depressione per qualche mese. Ma la vanità, non era femmina?
ClaraAlpaca (450 x 322)Ancora un po’ di pazienza e arriva il momento della passeggiata: entriamo in stalla e agli animali viene messo il guinzaglio. Pronti? Quasi. I miei cuccioli sono emozionati: lei sceglie un giovanissimo alpaca, Alvaro, che ha gli occhioni di un cartone animato, lui un lama di nome Morphoeus, che lo sovrasta in altezza e ha un incedere elegante, maestoso.
Ettore e Clara hanno familiarità da qualche anno con i cavalli, sanno che gli animali da condurre vanno in primis assecondati, seguiti, accuditi. E si accostano a questa esperienza con un atteggiamento reverenziale. Hanno un sorriso impagabile, uno sguardo adorante verso i rispettivi animali, che, forse non a caso, sono tranquilli. Che emozione, anche per me. Quasi quasi faccio la ruota come il pavone…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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