Amadeus: tanto rumore per nulla

Amadeus: tanto rumore per nulla

Bè, che Sanremo sia un rito si sa. E che tutti, o quasi, lo seguano idem. C’è chi si piazza davanti alla tv, chi monitora l’evento dai social, chi finge di non saperne nulla, affettando indifferenza. Ma tutti dicono la loro, un po’ come quando per i mondiali di calcio sembra che in Italia ci siano 60milioni di c.t.

Quest’anno però ho l’impressione che le polemiche siano più roventi, incattivite e precoci del solito: non appena Amadeus, conduttore e responsabile della kermesse 2020, ha presentato le sue compagne di avventura, ovvero le dieci donne che lo affiancheranno alla conduzione, è stato vivisezionato.

Ha presentato le sue collaboratrici, che vengono, fra l’altro, da giornalismo conduzione cinema, sottolineando che sono “bellissime”? Una gaffe, come se le donne non rincorressero la bellezza. Ha detto di aver scelto la fidanzata di Valentino Rossi per “la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro”? Apriti cielo, sembra che abbia precipitato il nostro Paese negli anni Cinquanta. E subito sono scattate le frasi con la parolina magica, quella che ti bolla, ti macchia, ti crocefigge senza possibilità di appello: “sessismo”. Ecco, sembra un marchio d’infamia, una nuova lettera scarlatta. Quando vieni bollato così, non puoi che sperare di rincorrere.

Ma in fondo, Amadeus, sempre così garbato, galante, cosa avrà mai detto di tanto grave? Davvero le femministe ad oltranza non riescono a concepire che qualche donna desideri avere un ruolo defilato? Dobbiamo per forza essere tutte uguali, sgomitanti, alla ricerca dei riflettori? Mah…

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