Che agitazione, sentire i figli interrogati…

Che agitazione, sentire i figli interrogati…

Certo, la didattica a distanza ha aiutato, e non poco, nel restituirci una parvenza di normalità: i ragazzi hanno continuato a studiare e sentire i loro professori, ristabilendo un contatto con le rispettive classi. E in famiglia abbiamo riavuto un minimo di quei ritmi che, vivendo h24 con i figli, sembravano completamente saltati: la mattina “scuola”, il pomeriggio compiti, anche parecchi direi, e la sera un film o un po’ di musica.

I primi giorni, mentre sbirciavo sui dispositivi dei miei due energumeni, nel sentire le classi virtuali un po’ di magone mi veniva, per la situazione straniante, impensabile fino a qualche settimana prima, il tono teso dei professori, il bisbigliare lontano dei ragazzi, le risate liberatorie che comunque talvolta risuonavano, anche se velate. Ma se all’inizio erano previsti ripassi e lezioni, poi sono partite anche le verifiche scritte e quelle orali.

Ammetto che la mattina, quando i mei figli hanno lezione, cerco di non ficcare il naso nei collegamenti con i prof, però va detto che non viviamo nel castello di Elisabetta II, quindi, anche con le porte chiuse, mi capita di sentire quando sono interrogati: lui, se è teso, alza il tono di voce e ha la erre più arrotata del solito, lei si schiarisce la gola con qualche colpetto di tosse e assume un’aria compassata, se non affettata.

Oddio io non vorrei sentirli, davvero, ma mi succede di captare qualche frase, magari uguale a quella che mi hanno ripetuto la sera precedente ripassando l’argomento. E per me è una sensazione strana, molto strana: mi si insinua un senso di agitazione, un po’ come mi capitava quando ero in coda per gli esami universitari, quasi dovessi essere interrogata io. E mi verrebbe da suggerire, giuro, non so perché, ma è così. Tutto qua? Nemmeno per sogno, visto che il nostro gatto matto, Musino, quando i miei figli, Ettore e Clara, hanno un’interrogazione dà letteralmente in escandescenze: non so se senta la tensione, ma se viene chiuso fuori dalla stanza in cui loro si trovano, comincia a miagolare, quasi sgolandosi, a grattare furiosamente la porta, a farsi notare. Tanto che una volta una delle prof di Clara ha sentito il nostro Muso e, chiedendone conto, ha fatto ridere la classe. Eh, che vita in isolamento…

Share