Chirurgia etica o estetica?

chirurgia-estetica-responsabile-civileQualche giorno fa stavo cercando qualcosa di sfizioso, tipo vignetta o frase di spirito, da postare sulla nostra pagina Facebook e l’occhio mi cade su “Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno”, di Alessandro Bergonzoni. Presa!
In effetti mi sembrava di essere d’accordo, anche perché, detto fra noi, si può non esserlo? Siamo nell’ambito della saggezza, di un principio generale, universalmente condivisibile. Ma sono rimasta un po’ sorpresa dal riscontro. Oddio, è vero che siamo circondati dai risultati patetici, a tratti disastrosi, di una chirurgia estetica che cambia i connotati; è vero che forse ci siamo stufati di labbra a canotto e tette e lati B che sfidano la gravità in modo innaturale dopo un passaggio sotto mani sapienti; è vero che tutti sono sempre incazzati neri, quindi l’idea di rifarsi il senno potrebbe sembrare di buon auspicio. Ma c’è qualcosa che non mi quadra.
Visto che piace una frase così saggia da essere quasi banale, perché poi la realtà la contraddice? Io per esempio sono una fifona, ho il terrore della chirurgia, ma non credo di saper accettare i cedimenti del mio viso. Ripeto ai miei figli che bisogna prendersela solo per le cose importanti, ma do in escandescenze tutti i santi giorni, per delle sciocchezze, in macchina o in casa, dando prova di avere il senno a corrente alternata. E il mio prossimo non è che sia meglio, anzi! Quindi? Non so, devo meditarci, magari nel frattempo mi converto a qualche altro tipo di chirurgia…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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