Ci siamo liberati dei bacini

Ci siamo liberati dei bacini

Se in casa sono coccolona, in modo particolare con figli e gatti, che ho sempre sommerso di baci, con il resto del mondo sono freddina, o addirittura scostante. E schizzinosa. Quindi ho sempre detestato il saluto con il doppio bacino, figuriamoci quando poi hanno iniziato a dirmi “facciamo alla francese”, cioè con tre bacini. Da sclerare. Per il fastidio di sentire profumi altrui, sempre che siano profumi, guance truccate, o ispide, o sudaticce. Anche perché, per come la vedo io, una bella stretta di mano, non moscia ma nemmeno da stritolare il metacarpo, con dei semplici conoscenti, è più che sufficiente, per lo meno in condizioni fisiologiche, non di allarme, come quello che viviamo in questi giorni.

Poi vogliamo parlare del fastidio di baciare una persona che proprio non ti va giù, come una suocera, per esempio? Mah, l’ho sempre trovato uno sforzo davvero inutile.

Quindi, in tempi di epidemia, gli schizzinosi come me sono scusati, anzi hanno un’ottima ragione per comportarsi in modo spontaneo, ovvero stando alla larga dal prossimo. Certo non è una gran consolazione, nel senso che avrei volentieri fatto a meno delle condizioni che ci hanno portato fin qui, ma questo è quanto. E poi, visto che anche la stretta di mano è ormai sconsigliata cosa facciamo? Il saluto con i piedi? No, c’è il rischio di scivolare o avvicinare il viso all’altro, nello sforzo di rimanere ben saldi. Il pugno chiuso? Mah, ormai è passato, come il saluto romano. Quindi? Un cenno del capo, un ciao ciao con la manina o un bacio mandato così, nell’aria…

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