Ci siamo, ultimi giorni di scuola! E poi?

La scuola sta per finire: i ragazzi tirano un sospiro di sollievo, le mamme anche, perché sono stremate da compiti e feste di fine anno. Ma devono organizzare il dopo. La Bella e la Zitella aspettano il traguardo, facendo considerazioni che, ovviamente, partono da punti di vista ben diversi.  

Bella

Siamo in dirittura d’arrivo, ultimo chilometro e… traguardo. La scuola finisce. Però prima di arrivarci, che volata ci aspetta! Recite di fine anno, saggi, valanghe di mail sui regali da fare agli insegnanti, pizzate con i genitori, scelta del campus estivo: e qui cominciano i dolori, visto che per la bambina va bene tutto e per il grande non va bene niente. I compiti ormai sono pochissimi, per fortuna, così per il momento non dobbiamo più mettere i nanetti in due stanze diverse, perché in contemporanea lei chiede conferma dell’analisi grammaticale e lui ripete a voce alta la nascita delle Signorie.

Poi la mattina è sempre più faticoso arrivare in orario. Già di solito non siamo dei campioni e, per un motivo o per l’altro, entriamo a scuola al pelo, mai due minuti prima: io con gli zaini in spalla, trafelata, loro che mi trotterellano dietro, bacio, ribacio, ultimo bacio e ciao. Perciò, adesso che siamo più lenti, bastano un camion del pattume o una vecchietta sulle strisce, per far saltare tutti i tempi legati ai tre semafori che incrociamo fra casa e scuola.

Quindi assaporiamo il momento in cui gli orari saranno allentati, ci saranno alcuni parcheggi in più, e potremo fare tutto con un minimo di calma, dal momento che ai vari campus non sono così fiscali. Ma riusciremo ad arrivare in ritardo anche lì? Ovvio, che ci riusciremo. E brontoleremo perché uno dimentica il cappellino e l’altra l’acqua, perché lui dovrà fare la terza pipì quando siamo già sul pianerottolo e lei non si lascerà pettinare. Però, in compenso, cominciamo a pensare alle vacanze. Ma questo è un altro capitolo.

La Bella 

Zitella

Ormai la scuola sta per finire; di certo non ho ansie del tipo “cosa faranno i bambini durante l’estate” oppure “oddio anche quest’anno un debito” o ancora “ li mando dai nonni che poi li viziano” o anche “ in vacanza da sola/o ? Non se ne parla” e cose così….

Non avendo figli, come è noto, queste riflessioni non intaccano minimamente i miei pensieri, lasciando il posto a considerazioni di ben altro genere.
Punto primo: la mattina ci sarà meno traffico. E dici poco? Le mamme col Suv, che in genere non lo sanno guidare e tantomeno parcheggiare, saranno esentate dal portare i figli a scuola (abitudine peraltro nefasta perché camminare fa solo bene , lo dicono tutti) e quindi anche dalle tappe seguenti, cioè il panettiere,  il tabaccaio,  la posta, il macellaio , ovviamente lasciando sempre il suddetto Suv parcheggiato sul marciapiedi o, peggio, in doppia fila.
Punto secondo: quelle che hanno la casa al mare, e in genere quelle che hanno il Suv ce l’hanno, si trasferiscono al mare con tutti i figli, le nonne, le tate. E i Suv .
In città restano i mariti che, dopo il lavoro, respirano aria da scapoli e si fanno l’ape (ritivo), dopo la corsetta, ovviamente. Il che allarga gli orizzonti delle zitelle.
Punto terzo: i ragazzini scompaiono dagli autobus e non li trovo più appollaiati sul cofano della mia auto a mangiarsi una pizza e a lasciare impronte di unto, nonché la carta sporca.
Punto quarto: il bar sotto casa si svuota di tutte le mamme che dopo aver portato i figli a scuola si danno appuntamento per il caffè e riempiono l’aria dei soliti discorsi che per noi zitelle sono inascoltabili .
Punto quinto: anche i miei nipoti , liberi dagli impegni scolastici, passeranno magari qualche giornata in più con la zia , cosa che mi dà l’illusione che un giorno, quando sarò decrepita, si ricorderanno di quei bei momenti e si interesseranno a me. Ho detto illusione, appunto.
Dunque, nonostante le apparenze, anche a me interessa la chiusura delle scuole, eccome: ridurre i tempi di percorrenza, sedersi sull’autobus, gustarsi un caffè in silenzio, vedere in giro tanti uomini single (anche se a tempo determinato, ma il tempo indeterminato, si sa, non te lo dà più nessuno) vi sembra poco?

La  Zitella 


 

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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