Al cinema, chi sceglie?

C’è chi è sempre sul pezzo e chi meno. Chi sa tutte le uscite di Hollywood e dintorni, con un occhio di riguardo anche per il cinema di casa nostra, e chi si lascia guidare dai più piccoli.  

Bella

Gli Oscar 2015? La grande, grandissima, immensa, mitica Milena Canonero. I guanti da cucina di Lady Gaga, due cretine nude con tanto di strascico, il presentatore in mutande, quindici anni dopo Albertini  – Teocoli e Gianni Morandi. Ah, sì, c’era Julianne Moore, anche lei splendida, ecco. Per il resto, buio, o quasi.

Perché non vado al cinema con le amiche, o con il marito, da, credo, nove anni. Sì, l’età di Ettore. Vorrei, in realtà, ma c’è sempre altro da fare, le amiche senza figli preferiscono serate e orari diversi ed è difficile incastrare le esigenze di tutti, mi spiace dover chiamare qualcuno per guardare i bambini, che fanno gli occhioni languidi come Il gatto degli stivali, spesso sono sull’orlo dello sbadiglio e rinuncio all’ultimo.

In compenso però sono sempre sul pezzo, ma in un altro filone, quello dei cartoni e dintorni. Infatti dopo Big Hero e Paddington, visti per Natale, aspettavamo con ansia Una notte al museo 3 – e sia detto per inciso, che magone vedere l’ultimo Robin Williams – e adesso stiamo facendo il conto alla rovescia per Spongebob fuori dall’acqua. Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando in questi film becchi tutte le citazioni, da Atlantide a De Chirico a Munch, passando per le pietre miliari della Settima arte, e te lo puoi dire da sola?

 

La Bella 

Zitella

Ultimamente mi sono un po’ impigrita. Chi me lo fa fare di uscire, magari sotto la pioggia, per veder un film che tra pochi mesi vedrò in tv, in pigiama , sotto la copertina con una tazza di te?

Però, dal momento che respingo fortemente l’idea della zitella, in pigiama, davanti alla tv , sotto la copertina e con una tazza di te, e magari col gatto sulle ginocchia (a questo punto però non sono ancora arrivata), dopo qualche serata casalinga decido che non se ne può più di tv e che è venuto il momento di uscire. Anche per il cinema, perché guardare un film in una grande sala in mezzo a tanta gente fa un altro effetto. E’ come vedere un’altra cosa. Per esempio quel Grand Budapest Hotel, originale, unico, che ha portato alla nostra Milena Canonero il suo quarto Oscar per i costumi, è proprio un bel film “da cinema”.

Di solito ci vado con qualche amica “intellettualmente raffinata” che non vuol dire necessariamente amante dei polpettoni ma quantomeno di una storia che dica qualcosa. E da un po’ di tempo ho vinto anche il tabù dell’andarci da sola. Il cinema è a due passi da casa, c’è un film che mi va, e allora via eccomi lì, sprofondata nella poltrona con qualche cioccolatino in tasca e una bottiglietta di Coca Cola. Sapete che andare al cinema da sole è un piacere? Un’esperienza che vi suggerisco. Per cominciare scegli quello che vuoi, poi ci vai all’ora che vuoi e ti siedi dove vuoi. E comunque sei sola ma non sei proprio sola. Una condizione perfetta.  L’atra sera, per esempio, dopo un inutile piovoso pomeriggio mi sono detta: quasi quasi vado al cinema. Tra i film che non avevo visto c’era anche Still Alice interpretato dalla fantastica Julianne Moore.   Ho scoperto che la pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo Perdersi,  scritto nel 2007 dalla neuroscienziata Lisa Genova (il nome è italiano ma lei è nata in Massachusetts) che inizialmente lo distribuiva porta a porta finché qualcuno non si è accorto che era un gran romanzo (quando si dice la tenacia femminile). Racconta la storia di una donna di successo, sulla cinquantina, che comincia a notare qualche dimenticanza, poi qualche “vuoto”, insomma per farla breve si ritrova con l’Alzheimer, presenile e di natura genetica.  Ora, voglio dire, va bene andare al cinema da sola, ma andare al cinema da sola per vedere il film di una mia coetanea che si ammala di Alzheimer è molto più che essere masochiste! Ho deciso di non andarci e di guardare un poliziesco in tv.

E a pensarci bene mi sa che Still Alice non lo guardo nemmeno in tv. Ve lo immaginate? Sola, sotto la copertina, in pigiama e con il te: sarebbe un pianto sicuro seguito da una nottata a immaginare “E se succede a me? Che faccio? Chi mi cura? Che succederà?” No, no, forse, ma dico forse, leggo il libro.

 

La  Zitella 

 

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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