Dilemma: rivendere i biglietti del wrestling?

La famiglia della Bella è attanagliata da un dilemma: vendere o non vendere i biglietti per la prossima serata di wrestling, visto che Roman Reigns, il figaccione, potrebbe non esserci? Madre e figli ne discutono, mentre la Zitella si mette le mani nei capelli, convinta che la sua socia sia impazzita! 

BellaOddio che dilemma: vendo o non vendo i biglietti per la prossima serata milanese di wrestling? In casa mia, anche se può sembrare esagerato, è davvero un dilemma non da poco.

Ma, per capirci, è meglio fare un riassunto delle puntate precedenti. A maggio, subito dopo aver assistito alla tappa bolognese della WWE, la federazione americana di wrestling, sull’onda di entusiasmo a dir poco travolgente, abbiamo preso i preziosi biglietti per uno degli appuntamenti autunnali del “circo” statunitense, che viene nel nostro Paese due volte l’anno. Stavolta, per l’11 novembre, al Forum di Assago, abbiamo una quarta fila niente male, che ci permette di vedere benissimo gli atleti, di correre a bordo ring nei momenti clou e, magari, di riuscire anche a toccare qualche belloccio, come l’ultima volta. Il problema? Il Mastino, Roman Reigns, quello di cui la sottoscritta è “follemente innamorata”, è ammalato: parotite. Quando l’ho saputo ho iniziato ad agitarmi, a dire che non è possibile accada una cosa simile nel terzo millennio, che insomma sono situazioni da non credere. Mio figlio, vedendomi fuori dalla grazia di Dio, ha chiesto: “ma questa parotite, per caso, è una malattia a trasmissione sessuale? Visto il modo in cui ne parli…”

Ossignur, ci mancava solo questa. Però dai, che peccato. Io volevo convincere la Zitella a fare un servizio di quelli spiritosi: volevo che in coppia andassimo alla ricerca dell’albergo del bel Roman, per incrociarlo, magari travestite da guardarobiere, come nei film. Sai che articolo a quattro mani ne avremmo fatto? Roba da lanciarci… non so dove, ma da lanciarci.

Quindi, con i biglietti? I miei figli mi hanno detto: “dai mamma, aspettiamo, magari Roman guarisce prima del previsto. O in alternativa ci saranno da vedere altri belloni del wrestling!”

Vuoi vedere che i cuccioli sono più saggi della madre?

La Bella

Zitella

Mai avrei immaginato che la mia socia impazzisse per il wrestling, mai che perdesse la testa per il figaccione (secondo lei) Roman vattelapesca, mai che si rotolasse nel dubbio di vendere i biglietti faticosamente conquistati.  E’ impazzita, con largo anticipo sull’Alzheimer. Io mi faccio domande che non trovano risposta: come può piacerle questo sport? E’ così lontano da lei che non conosce palestre,  non pratica sport, mangia quando vuole ed è minuta. Come può aver perso la testa  per questo Roman , di cui parla spesso, come una ragazzina perde la testa per un idolo canoro? Come può coinvolgere i suoi figli in questa storia della parotite?  se pensa davvero di vendere i biglietti allora è ancora peggio perchè significa davvero che quei biglietti non erano per il wrestling ma per Roman che a vederlo così in foto non lo vorrei nemmeno dipinto. Chiedo aiuto: cosa posso fare? Certo uno sfogo serve a tutte ma, scusate, i miei mi sembrano più salutari: il corso di teatro, il tango, la palestra, lo sci. Fra l’altro mentre lei mi chiede: “Cosa faccio con i biglietti?” come se mi chiedesse “Cambio marito?”, io sono a comprare gli scarponi nuovi, che come tutti gli sciatori sanno è un momento delicato perché vanno  indossati, sentiti, provati. E devo pure darle retta! E non è finita qui perché vorrebbe anche coinvolgermi in incursioni in albergo, cosa che mi aveva accennato ma ritenevo una provocazione. E invece scopro che ci ha pensato davvero, per di più vestita da guardarobiera (ma voleva dire cameriera al piano, lo so, solo che non ha osato).

Io, vestita da cameriera, magari pure con la crestina, che rincorre quest’omaccione? Il solo fatto che lo abbia immaginato mi lascia di stucco. Ma stiamo scherzando?

Intanto io ho comprato i biglietti: per il teatro! E poi la Zitella squilibrata sarei io?

La Zitella

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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