Dogman, un film che “ci riguarda”

 

dogman (355 x 223)L’altra sera ho visto Dogman, il film che ha dato al protagonista Marcello Fonte la Palma d’oro a Cannes come miglior attore. Assolutamente meritata!

II regista Matteo Garrone si è ispirato ad  un fatto di cronaca nera accaduto trent’anni fa: il cosiddetto canaro della Magliana ucccise il suo amico Giancarlo Ricci, che era anche il suo persecutore , ex pugile, che teneva in scacco il quartiere.

Certo la trama del film ricorda quella storia ma è in realtà, come ha dichiarato lo stesso regista, “il ritratto di un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e perfino il mondo. Che invece rimane sempre uguale, e quasi indifferente“.

E’ la storia di Marcello, che gestisce un salone di toelettatura per cani, amato da tutto il vicinato ma legato da un rapporto ambiguo con Simone, il violento bullo del quartiere che Marcello tenta di aiutare fino a diventarne complice per poi ribellarsi  in un gesto che sa di vendetta e sconfitta allo stesso tempo.

Insomma, è una storia dura come un pugno nello stomaco, un film ambientato sul litorale romano ma girato  nel  casertano in un luogo che ti chiedi se esista davvero nel suo estremo degrado.

Ho scoperto che il film è stato girato al  Villaggio Coppola,  a Pinetamare, una frazione di Castel Volturno che viene spesso utilizzata come esempio di abusivismo italiano. Negli anni 60 gli imprenditori Coppola realizzarono questo complesso con l’obiettivo  di ricreare la riviera adriatica. Il progetto prevedeva un centro polivalente composto da otto grattacieli con nuove strade e  una nuova rete fognaria, ma nel 1980 un terremoto fece scappare gran parte delle persone che avevano acquistato casa lì, in particolare alcuni militari della base Nato vicina, segnando così l’inizio del degrado e della desolazione. Lo scenario perfetto per la storia che in realtà finisce con l’essere la storia di tutti noi: ogni scelta che facciamo, nel bene e nel male, ha le sue conseguenze e nell’ingenuità infantile del protagonista c’è tutto un mondo di frustrazioni, di legami, di piccole gioie e grandi dolori.   In un periodo in cui si parla tanto di bullismo, ci rendiamo conto di come in realtà ne siamo tutti un po’ vittime: quando ci schieriamo col più forte, quando fingiamo di non vedere, quando diventiamo complici  di piccoli soprusi per comodità, egoismo, superficialità. Dogman è un film intenso, che non può non farci riflettere sul significato  di ciò che facciamo nella nostra quotidianità, sulle nostre sconfitte e sul nostro desiderio di riscatto.

Da vedere, con lo spirito giusto.

About Author

La Zitella
La Zitella

Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

Leave a Reply