Donne e Islam, il coraggio di fuggire

donne-islam-in-italia-456x308Mentre noi parliamo di saldi e diete ci sono donne nel mondo, e sono molte,  che sono ancora senza dignità e senza libertà.  E così mentre sembra un grande traguardo il fatto che in Arabia Saudita le donne potranno assistere per la prima volta ad una partita di calcio, succede che proprio in quel Paese se rifiuti di sottometterti alla religione vieni condannata a morte.

Quella che noi consideriamo come la libertà di abbracciare un’altra religione, o anche nessuna, si  chiama “apostasia” e in molti Paesi islamici è ancora punibile con la morte.
E’ per questo motivo  che una giovane saudita di 18 anni, abbandonato il velo e l’islam,  è fuggita dalla sua famiglia, ha rifiutato di imbarcarsi su un volo da Bangkok a Kuwait e si è barricata in una stanza d’albergo, lanciando un appello accorato in un video diventato virale. Teme che la sua famiglia, il padre e il fratello, possano ucciderla per aver rinunciato all’Islam e ha chiesto asilo politico. Ora si trova in un rifugio del governo thailandese mentre l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati valuta il suo caso.

Tralasciamo le polemiche sull’opportunità di giocare partite e campionati in questi paesi , che violano i basilari diritti umani e pensiamo solo a Rafah Mohammed Al Qunun,  diciotto anni.  Pensiamo alle ragazzine diciottenni  occidentali che vanno a scuola, si ribellano ai genitori, escono la sera, e magari oggi sono a zonzo con le amiche cerando di comprasi un paio di jeans nuovi o un vestito per la discoteca in saldo. Pensiamo al terrore di questa giovane donna che, comunque vada, vivrà sempre nell’incubo che la sua famiglia possa trovarla e ucciderla, magari sgozzarla come è già successo a sue coetanee, ree di essersi innamorate di un giovane occidentale e non islamico. Pensiamo al suo coraggio, forse anche un po’ incosciente, che l’ha spinta a fare qualcosa di più grande di lei.

Inizialmente la Thailandia, dove ha fatto scalo tecnico  il volo diretto in Australia che lei era riuscita a prendere sfuggendo alla famiglia,  voleva rispedirla in Kuwait, il Paese da cui era partita,  ma poi Bangkok ha assicurato che non ci sarà un rimpatrio forzato e ha concesso alla ragazza saudita di restare nel Paese sotto la protezione dell’Onu. Anzi otterrà, spiegano le autorità thailandesi, asilo politico in un Paese terzo «entro cinque giorni»

Rafah ha raccontato che la sua famiglia è molto rigida perfino per i canoni sauditi e che una volta è stata rinchiusa in una stanza per sei mesi in attesa che le ricrescessero i capelli che aveva osato tagliarsi senza permesso. Insomma, pensiamo a lei quando stiano per lamentarci perché in saldo non troviamo  il numero di quelle scarpe che ci piacevano tanto…..

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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