Effetto Fuorisalone

Oggi si chiudono il Salone del Mobile e tutti gli eventi del Fuorisalone. Ecco qualche considerazione tra follia, creatività, design e tecnologia. E la folla di stranieri che ha animato la città!  

BellaMilano, fra le altre cose, è la capitale del design, che io adoro. Ma rischiavo di non accorgermi del Fuorisalone, perché fra scuola, allergologa, controllo ortodontico, in effetti, potrei essere anche in un villaggio sperduto e non farebbe nessuna differenza.
Però a metà settimana mi sono impuntata e ho deciso di ritagliarmi una giornata da “quasi turista” con la Zitella, per mettere il naso in tesori inaspettati, come palazzi nobiliari affrescati, case d’epoca, si fa per dire, perché sembrano regge, cortili con pergolati di glicine che rimandano al primo Novecento. Scarpe comode, perché la mia amica mi fa stare in piedi per ore, sono uscita per godermi l’aspetto ludico della kermesse, visto che del resto, nella mia vita, il fanciullino che c’è in me ha sempre voce in capitolo, come sanno bene anche i miei bambini.
Così fra una chiacchiera e l’altra, fra un pettegolezzo e l’altro, abbiamo visto una cupola di San Pietro su scala ridotta, un soffitto neoclassico foderato di palloncini, cucine del futuro che mi fanno ridere, al pensiero che finalmente, dopo che ti sei liberata di chi ti rompe, hai gli elettrodomestici che ti danno suggerimenti, come una specie di suocera tecnologica. Che bello, pensare che vivi in una capitale della cultura!

La Bella

Zitella

Mi piace ogni evento che porti in città un sacco di gente: è lo spettacolo nello spettacolo. Ed è quello che mi stuzzica di più: adoro vedere i turisti stranieri con il naso all’insù, stupiti dalle bellezze inaspettate di Milano che nasconde cortili, giardini e palazzi che nulla hanno da invidiare alle città d’arte. E mi sento orgogliosa: possono anche criticarci, ma in realtà rosicano da pazzi: quello che per loro è l’eccezione per noi è la regola. Tiè! Ma dove esistono location come i chiostri di San Simpliciano o Palazzo Turati? E poi, gli stessi stranieri affamati, li vedi abbuffarsi e bere ai tavolini dei ristoranti, perchè, diciamo la verità, anche dove mangi peggio per i loro palati c’è da leccarsi i baffi. Insomma, si è capito: questo è l’aspetto che preferisco perchè io adoro andare in giro e guardare soprattutto la gente. Anzi guardarla con quel tono che significa “io vivo qui, tutti i santi giorni!”.  Poi ci sono quelli, e soprattutto quelle, che vogliono essere originali a tutti i costi, (figurati, nella patria della moda), ed esibiscono outfit improponibili. Ho visto russe ossigenate, camminare su tacchi a spillo come equilibriste sul pavè (ma quanto hanno retto?) e giapponesi con carrarmati ai piedi e pantaloni a mezza gamba. Ho visto sandali infradito (per chi ariva dal Nord siamo ai tropici) e piumini da pioggia. Vestiti d’oro da gran sera e tenute da spiaggia. Una kermesse del cattivo gusto. Direte voi: e i mobili?  Bhè, ho visto cucine che ci vorrebbero tre case come la mia per contenerle,  e mi sono inc……avolata; ho visto bagni più grandi e confortevoli di un salottto, e mi sono inc….avolata; ho visto divani in cui potrebbero sprofondare intere scolaresche, e mi sono inc…avolata. Insomma, ho sognato un po’….E poi sono rimasta affascinata, come una bambina, di fronte alle installazioni: luci, tecnologie sorprendenti e idee geniali. Perchè io non so nemmeno usare il telefonino, ma nell’anima sono futurista e adoro tutto quello che è tecnologicamente innovativo. Peccato che sia finita: sono stanca morta ma infinitamente soddisfatta!

La zitella

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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