Evviva le emoji! O no?

emojiC’è una giornata per celebrare più o meno tutto e oggi, 17 luglio, tocca alle emoji. Sì, proprio a loro, a quelle che all’inizio chiamavamo le “faccine”, da costruire con parentesi, trattini, due punti o punto e virgola, a seconda che volessimo ottenere un bel sorriso pieno o quello con strizzatina d’occhio.
Essendo negata per la tecnologia ci ho messo un bel po’ a capire come comporre le faccine, tanto che, quando ci sono arrivata, erano già in circolazione gli emoticon, una bella schiera di possibilità di espressione che va dal preoccupato alle lacrime al corrucciato, passando per la commozione e la felicità. E al colore si sono aggiunte le animazioni. Qualcosa di ridire? No, per carità, altrimenti passo per la bacchettona, per quella “vecchia dentro”. Ma mi ricordo ancora che, appena entrata in una chat WhatsApp di mamme, ergo non proprio di ragazzine / teenager, rimasi scioccata dal profluvio di emoji, usate senza badare a spese, a pioggia, anzi a catinelle, per significare tutto e il contrario di tutto. Vedevo file di cuoricini scintillanti, di applausi, di occhiolini, di dita levate, che non vi dico dove auguravo che entrassero. Ero davvero basita, giuro, non per posa o altro. Del resto, se per lavoro ho deciso di scrivere, credo nel potere evocativo della parola, ma questa è un’altra storia. Certo, non tutti possono avere un vocabolario vastissimo sulla punta delle dita, poi magari un simbolino per sintetizzare o toglierti da una situazione di impasse ci può anche stare. Ma il diluvio di emoji mi disturbava, come quello di punti esclamativi e di puntini di sospensione. Quindi chiesi a mia nipote, che mi lapidò con un “voi anziani usate i social in modo improprio”. Che avesse ragione?

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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