Femminicidio, la Russia su una brutta strada

index (300 x 168)Mentre il femminicidio è diventato un tema quasi ordinario,  nel Paese che  ha uno dei più alti numeri  di donne uccise in famiglia, ovvero la Russia,  il parlamento ha depenalizzato la violenza «leggera» che avviene nelle case. Insomma, picchiare moglie e figli non sarà più un reato.

Si è arrivati a questa decisione dopo che l’estate scorsa la Duma votò per stabilire che picchiare qualcuno non è più reato in Russia, a meno che la cosa non avvenga in famiglia. Ovviamente questa decisione aveva portato all’assurdo per cui se un estraneo dà uno schiaffo durante una lite, anche per futili motivi, non è perseguibile, mentre se un padre lo dà al figlio o alla moglie lo è. Così, per tagliar la testa al toro, si è arrivati a questo voto che “estende”anche alla famiglia i benefici di un non luogo a procedere per chiunque alzi le mani. Ora, forse,  se si è arrivati a questa depenalizzazione è perché evidentemente i tribunali erano intasati da cause legate al venire alle mani, in un paese dove questa deve essere la prassi, complice qualche vodka di troppo.

E allora che si fa?  Campagne di sensibilizzazione? Educazione nelle scuole? Buoni esempi? Noooooo, niente di tutto questo! Troppa gente si mena? Bhè facciamola diventare una cosa normale, così non si lamenta più nessuno. Volano sberle in casa? E’ giusto così, che vuoi che sia!

E dopo questa notizia mi chiedo: non è che anche noi ci stiamo incamminando su questa strada pericolosa? Facciamo qualcosa al più presto, ma facciamolo davvero, senza aspettare che le donne vengano ammazzate per dire “C’erano i segnali”!! Bhe, basta col garantismo! I segnali vanno presi sul serio. Molto sul serio!

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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