Gioielli da sogno in mostra a Firenze

13_Buccellati (600 x 420)bassaClasse, esuberanza, manualità. Sono i tratti distintivi di Buccellati, fra i nomi di punta del Made in Italy, al centro di una mostra allestita a Palazzo Pitti di Firenze fino al 22 febbraio 2015. Per chi vuole sognare, la rassegna ripropone cent’anni di arte orafa attraverso cento opere, fra gioielli e lavori di argenteria. Oltre a collane, orecchini, bracciali, anelli, sono esposti anche portagioie, portapillole e astucci personalizzati.
Il percorso di visita parte dalle creazioni di Mario, il principe degli orafi, come D’Annunzio chiamava l’autore del traforo a tulle, amante delle pietre irregolari e difficili da montare: il fondatore della maison, accanto ai tradizionali zaffiri, smeraldi e rubini, spesso usava perle barocche. I suoi lavori giovanili rimandano a un gusto liberty, che si sovrappone all’amore per l’archeologia e il Rinascimento, ma più tardi Buccellati si avvicina all’universo figurativo d’annunziano, accentuando l’uso di pietre a cabochon, di smalti, di argento cesellato. Il suo rapporto con il Vate a Palazzo Pitti è testimoniato da un bracciale in argento e lapislazzuli, da una collana d’oro regalata a Eleonora Duse, da un portapillole con incisa una frase del poeta.
Una curiosità? I suoi gioielli, spesso comprati da teste coronate e da esponenti del jet set internazionale, prima di lasciare il negozio milanese, erano catalogati con numero progressivo, disegno, descrizione, prezzo di vendita. A ribadire il concetto di unicità, fondamentale per Buccellati. Nel secondo dopoguerra, quando Mario fa anche clips, bracciali e anelli a fascia, spesso incisi, arriva la consacrazione da oltreoceano, documentata a Firenze.
In mostra tocca ai lavori di Gianmaria, che fra le fonti di ispirazione ha avuto il tesoro dei Medici, al quale sembrano rifarsi pezzi che richiamano sia il Rinascimento che il Barocco. Fra quelli in mostra sfilano una Coppa dell’amore, un Cratere delle muse e uno splendido Calice Boscoreale. Come il padre, anche Gianmaria pensa che il valore del gioiello sia legato a doppio filo alla manodopera e alla qualità delle tecniche di lavorazione. E anche lui fa ricorso al traforo, ai colori brillanti, alle pietre incastonate con maestria.

I TESORI DELLA FONDAZIONE BUCCELLATI
Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa
Firenze, Palazzo Pitti Museo degli Argenti
Fino al 22 febbraio 2015
Ingresso: intero 7 euro, ridotto 3,5 euro.
Catalogo Skira
Info: tel. 055.294883

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