Giornata della gentilezza? Mah…

Giornata della gentilezza? Mah…

Oddio, mentre leggo che oggi è la Giornata internazionale della gentilezza mi viene da pensare che non sia proprio la mia giornata. E forse nemmeno quella della mia socia. Non che siamo due hater, ci mancherebbe, alla fine siamo pur sempre due signore. Però siamo un po’ ruvide, fumantine, ci arrabbiamo con una certa facilità e non siamo dei campioni di mediazione.
Certo, se mi guardo attorno, realizzo invece che sembriamo due campioni di gentilezza. Della serie, ci ricordiamo quello che ci hanno insegnato da piccole e da ragazze. Qualche esempio? Cedere il posto in metro a vecchietti, donne con il pancione o un bimbo in braccio, gente infortunata; fare un cenno di saluto prima di entrare in ascensore con i vicini di casa; rispondere alle mail, magari con un grazie; chiedere “come stanno a casa” quando incrociamo qualcuno.
Adesso, non vorrei sembrare ottocentesca, anche se i miei figli qualche volta mi chiamano “boomer” (cioè la persona antiquata che ti fa la paternale), ma più che gentilezza questa mi sembrerebbe civiltà. Però, se c’è una giornata internazionale che ci ricorda il dovere, e i piaceri, della gentilezza, che sfociano comunque in un sorriso, vuol dire che forse ce n’è bisogno. Del resto, meditando sul nostro e su altri Paesi, qualche dubbio ci viene, no?