I bambini che dicono bugie sono più intelligenti?

pinocchioMa questi scienziati non hanno di meglio da fare? Ecco un altro studio “intelligente”:  i bambini che dicono le bugie sono più intelligenti. A parte il fatto  che per capire che elaborare una bugia ad hoc comporta uno sforzo mentale  superiore non ci vuole Einstein, perché esaltare i genitori dei furbi, già fin troppo esaltati?

Perché poi il problema è conciliare l’insegnamento dell’onestà e della sincerità con questi dati che spingono invece i genitori, almeno alcuni genitori, a vantarsi dell’intelligenza dei figli  bugiardi.

I bambini iniziano naturalmente a dire bugie intorno ai due anni e che questo sia segno di intelligenza lo dimostra un famoso esperimento del noto  psicologo comportamentale Michael Lewis,  eseguito centinaia di volte a partire dagli anni 80.

Si chiama il  “paradigma della resistenza alle tentazioni” e consiste nel chiedere ad alcuni bambini tra i 2 e i 4 anni di non spiare un giocattolo nascosto sotto al tovagliolo una volta che i grandi soni usciti dalla stanza. Ovviamente la maggior parte dei bambini spia e poi mente. E mente di più tanto più è grande. Dei  bambini di 2  anni mente solo un terzo, perché? Perché quel terzo, non ancora “contaminato”,  è semplicemente più intelligente

Le ricerche sviluppate in questi anni hanno dimostrato che i bambini che mentono hanno abilità operative migliori, sono più abili socialmente ed hanno una maggiore capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri.

Ed ecco che tale dott. Kang Lee, professore presso l’Istituto per gli Studi nell’Educazione dell’Ontario (Canada), che da decenni studia le bugie in bimbi e adulti, arriva a dire che “Imparare a mentire comporta benefici cognitivi”.

Poi, evidentemente consapevole del fatto che esaltare la menzogna  non è proprio positivo, aggiunge che il suo suggerimento è di insegnare a “mentire per gioco”.

Il suo esperimento, condotto con altri studiosi , si è svolto in questo modo: 42 bambini in età da materna (intorno ai 40 mesi), ancora incapaci di mentire, sono stati divisi in due gruppi. Per quattro giorni i bambini dovevano fare dei piccoli giochi di menzogna con un adulto: per esempio, nascondendo un dolcetto in una mano e convincendo l’adulto di averlo nell’altra. Se ci riuscivano, potevano tenere il dolcetto.

“In pochi giorni i bambini hanno imparato velocemente a mentire e ne hanno guadagnato benefici cognitivi immediati”, hanno scritto gli autori dello studio in una rivista scientifica.

Dal mio punto di vista questo studio che esalta la furbizia (chiamiamola col suo nome) ci porta al pericoloso paragone che essere onesti significa essere fessi.

Non ci sono già abbastanza genitori ad insegnare questo ai loro figli? Non sarebbe meglio insegnare i pregi dell’onestà? Non ci sono studi più intelligenti da condurre? E poi ci lamentiamo dei bulli a scuola……

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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