I boxer di Rocco? Prodotti nel mio paesino!

I boxer di Rocco? Prodotti nel mio paesino!

Vedo una mail da parte di mia sorella, che ha messo in copia anche i figli, uno ormai lussemburghese, l’altra di stanza a Milano, come me. Mi incuriosisco, apro subito l’allegato e cosa ti trovo? Notiziona: un articolo della Gazzetta di Mantova, in cui si racconta che i boxer Vman appena lanciati da Siffredi sono prodotti a Casalmoro (Mn), il paesino da duemila anime, nel mantovano, in cui sono cresciuta. No, mi scappa una bella risata, non ci posso credere! I miei nipoti rispondono prontamente che sono fieri dei meriti CULturali per cui si distingue il loro centro di provenienza.

Beh, ragazzi, del resto vuoi mettere l’appeal del Rocco Nazionale? Non c’è Giulio Romano che tenga, a fronte di un testimonial che ci mette la faccia, oddio, non solo quella, nel promuovere un capo all’avanguardia, “in fibra arricchita da cristalli minerali bioattivi integrati”, recita la nota di Mobiweb, che distribuisce le mutande realizzate dal calzificio Eire di Casalmoro (Mn).

Scorro l’articolo e continuo a sorridere, perché hai voglia parlare di filato intelligente, che assorbendo il calore del corpo lo restituisce in forma di infrarossi, i quali dovrebbero stimolare la microcircolazione; hai voglia specificare che i boxer sono simless, ovvero senza cuciture, con alta vestibilità ed “effetto seconda pelle”; hai voglia sottolineare che i Vman contano su una fibra addizionata con essenze di ginseng, per energizzare il contenuto dei suddetti.

So bene, per carità, che stiamo parlando di tecnologie all’avanguardia, di Made in Italy, di ricerca, di una delle tante eccellenze nate dalla laboriosa provincia italiana: sono tutti concetti che in genere catturano la mia attenzione, davvero.

Ma io, in questo momento, riesco solo a immaginare quante mie coetanee, magari tentate dall’idea di un gingillo che si avvicini almeno un po’ a quello di Rocco, se non altro nelle prestazioni, si fionderanno a comprare i boxer per mariti cinquantenni o un po’ più in là con gli anni, nella speranza, neanche troppo inconscia, di rivitalizzare, diciamo così, la routine. Che sia arrivata l’idea del giusto “pacco regalo” di Natale? Mah, chissà…