I figli tredicenni? Che pazienza…

adolescenti-1Ieri il figlio esce da scuola con le orecchie da cocker, aspettando un ciclone da parte della mamma, perché ha preso un “richiamo verbale”. Che però, non ho capito bene la ratio, viene riportato per iscritto sul registro online, come a dire, credo, che si tratta non di una vera nota, ma di qualcosa in meno.
Bene, stavo per fare fuoco e fiamme, ma si è fiondato alla lezione di pianoforte. Nel frattempo leggo sul registro che, in compagnia di altri alunni, durante la lezione di educazione fisica, si è infilato in uno sgabuzzino per “toccare il materiale dell’impresa di pulizie”. Boh, è vero che sono tutti nell’età della “stupidera”, ma toccare del materiale mi sembra davvero troppo stupido, anche per dei tredicenni maschi. E nel pensarci mi arrabbio ancora di più, mi sento ribollire, con un diavolo per capello. Così messaggio a mia nipote, vent’anni, che prontamente risponde “insomma, questi professori, che non hanno senso dell’ironia e non capiscono che lui, poverino, voleva solo andare a Narnia… ”
Oddio, mi ha fatto così ridere, che mi è subito sbollita l’incazzatura. Quando gli ho chiesto delucidazioni, Ettore mi ha riferito che l’intento era quello di origliare, ma non poteva dirmi chi e perché per motivi di privacy.
Poi ho chiamato la Zitella per sapere cosa ne pensava. E si è detta sollevata che un ragazzino che il sabato sera va in Duomo per comprarsi un libro di Remarque, più due numeri monografici di Focus Storia dedicati alla guerra e alle armi, sia anche capace di fare una marachella con un gruppetto di altri tredicenni. Lei, con queste alzate d’ingegno, lo vede calato nella normalità. Parole sante, vero?
Certo al figlio ho riservato la classica predica, ci mancherebbe, chiedendo anche il supporto del padre fuori città, ma in fondo mi sono detta che va bene così…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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