I timori della fase 2

I timori della fase 2

Certo la voglia di ripartire c’è. Ed è anche tanta. Perché i mesi passati in casa sono stati pesanti, fra pause forzate di lavoro, preoccupazioni, pensieri, figli sempre addosso e didattica a distanza che, almeno in parte, ha pesato su noi mamme.

Ma adesso che siamo davvero in fase 2? Beh, con una coppia di adolescenti, devo dire che i timori ci sono eccome. Perché finora è stato relativamente “facile” tenerli al riparo dal contagio, nel senso che eravamo tappati fra le quattro mura, con loro che seguivano le lezioni, studiavano, si dedicavano a Lego e disegni, portavano avanti altre attività online, tipo il teatro. Ora invece parte la sfida, quella della tanto agognata “normalità”. Che, per quanto mi riguarda, è una fonte di ansia. I timori sono tanti: visto che sono stati pressoché segregati, mi chiedo se i miei figli abbiano metabolizzato comportamenti nuovi, come il non abbassarsi la mascherina vicino ad altre persone o il non toccarsi il viso quando sono fuori. Se abbiano capito che ci dovremo lavare le mani in maniera quasi ossessiva, che dovremo tenere le distanza dagli altri ancora per lungo tempo. Io ho cercato di ripetere tutte queste indicazioni fino allo sfinimento, ma chissà, avranno preso nota? Sappiamo tutti che, quando parlano le mamme, i figli ascoltano con un orecchio solo, se tutto va bene. Ma in un modo o nell’altro dobbiamo ricominciare. Quindi, riguardo a tutti i miei timori mi verrebbe da dire che mi faccio il segno della croce. Nel dubbio non fa mai male, no?

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