Il Garda e le vie della Mille Miglia

DesenzanoPortoBarBassa (300 x 225)Le coste leggendarie del lago di Garda hanno fatto da sfondo alla Mille Miglia, con castelli medievali, porticcioli, ville liberty e panorami verdi. Che vale la pena di ammirare, ripercorrendo le strade solcate dai più grandi piloti e dagli esponenti del jet set internazionale, nella “Gara più bella del mondo”.
L’itinerario parte a Desenzano del Garda (Bs), che si snoda all’ombra del castello medievale, a una manciata di chilometri dalle colline moreniche. Negli ultimi anni buen ritiro di Roberto Vecchioni e del saggista Vittorio Messori, ha un’aria a metà fra il borgo signorile e la località balneare. La rocca in pietra offre una splendida vista sulla penisola di Sirmione, una lingua di terra che si allunga per oltre tre chilometri nell’acqua, poi sui tetti rossi, sulla cupola del duomo e sulla torre campanaria del borgo. Scendendo nel cuore dell’antico abitato si apre piazza Malvezzi, con i portici e i palazzi nobiliari. E dietro l’angolo c’è il Porto Vecchio con le barche ormeggiate che dondolano lentamente, facendo uno sciabordio impercettibile. Da qui partono le passeggiate lungo il lago, fra macchie di caroline e oleandri.
Riprendendo la macchina verso Sirmione (Bs), con il Garda sulla sinistra, ti scorrono accanto villotte in parte nascoste da ulivi, palme, cipressi altissimi, pini marittimi. Una volta a destinazione, si respira subito l’atmosfera del borgo termale, di cui sono innamorati i turisti di mezza Europa. Per andare a piedi verso il centro storico, dopo la Rocca Scaligera circondata dall’acqua, si spalancano scorci su muri in pietra, facciate ricoperte da bouganville, insegne in ferro battuto, lampioni di gusto liberty, piazzette che sembrano bomboniere. In fondo alla passeggiata troneggiano le antiche terme, con un magnifico parco secolare, che fanno capire perché Sirmione è stata cantata da Catullo, Stendhal, Lawrence, Goethe. Proprio dallo spiazzo di fronte alle terme parte il trenino elettrico per i resti della Villa imperiale, che tutti chiamano le Grotte di Catullo: con il lago sullo sfondo, fra tracce di antiche sale, basi di colonne, arcate intrecciate agli ulivi, sembra di essere in una cartolina.
Poi in direzione di Peschiera (Vr), attraversata Lugana, la fascia di territorio che dà il nome all’omonimo vino bianco, fa capolino l’antica roccaforte, che giocò un ruolo di primo piano nella Grande Guerra. Subito si scorge il ponte sul Mincio, quello che piaceva tanto ai piloti della Mille Miglia, per il nome scaramantico del suo albergo storico, il Bell’Arrivo. Poi, fra verde e fiori curatissimi, con il celeste dell’acqua sempre all’orizzonte, si stagliano le mura veneziane.

Info: www.lagodigarda.it
Nella foto: il porticciolo di Desenzano del Garda

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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