Il mercoledì elegante

eleganteDa qualche settimana assisto a un nuovo trend, quello del “mercoledì elegante”. Mio figlio, seconda media, e il suo migliore amico hanno scoperto la gioia di vestire in modo formale. Ma visto che, per ragioni pratiche, non tutti i giorni si può andare in giacca e cravatta, hanno deciso per il mercoledì: a inizio settimana non sarebbe comodo, il martedì hanno educazione fisica, quindi si devono cambiare negli spogliatoi, perciò il giorno ideale si è rivelato, appunto, quello successivo. Quindi la sera precedente il “mercoledì elegante” i due si telefonano, per confermare l’impegno, preparando poi, con le rispettive madri i mocassini lucidi, la cravatta in tinta con la camicia e i calzini adeguati, perché sono proprio loro, i calzini, che ti fanno superare la prova del nove.
La prima volta che il mio cucciolo è uscito agghindato così avevo duemila perplessità: oddio, magari i compagni lo derideranno, qualche ragazzo di altre classi potrebbe prenderlo di mira, qualche insegnante potrebbe non gradire, scambiando la faccenda per una sbruffonata.
Invece è andato tutto liscio, anzi meglio: all’uscita da scuola mio figlio era gasatissimo, impettito, orgoglioso di aver lanciato un trend assieme al suo storico “compare”. Altri ragazzi e ragazze avevano deciso di aderire al “mercoledì elegante”, mentre un paio di prof approvavano l’iniziativa, immagino, sorridendo sornione.
La settimana successiva in classe erano quasi tutti in tiro: fra le femmine c’era chi aveva riesumato la camicetta della cresima, chi si era fatta prestare qualcosa dalla mamma, chi si sentiva finalmente libera di dare libero sfogo alla sua innata esuberanza. I maschi invece erano quasi tutti con la camicia, belli e ordinati. Quando li ho visti scendere dalle scale mi hanno fatto tenerezza. In fondo il cuore di mamma colpisce sempre!

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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