Il tango secondo Borges

Il tango secondo Borges

Tra gli effetti del coronavirus, c’è anche la chiusura delle milonghe. E allora la Zitella che fa? Legge un libro di Jorge Luis Borges, dal titolo “Il tango”. Come in una bella e piacevole chiacchierata, il libro raccoglie le quattro conferenze che nel 1965  lo scrittore dedicò al ballo argentino, con una serie di interessanti aneddoti, racconti e digressioni letterarie, oltre che di strane storie appassionanti. Ne esce il ritratto della Buenos Aires di fine Ottocento, una città per certi versi magica, che la Zitella ha ovviamente amato. Mentre legge, i racconti si mescolano nella sua testa a quelli di Pablo, il suo maestro di tango, che non si limita mai a semplici lezioni di tecnica, ma sa costellare le sue spiegazioni con il racconto del tango come incontro, rito, momento sociale, storia.

Cosa c’è di meglio della purezza dei vecchi tanghi, “così eccessivi e così teneri sulla loro ossatura di virilità”, caratterizzati da “pura sfacciataggine e pura spudoratezza?”

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