In zona gialla, stavolta con la figlia

In zona gialla, stavolta con la figlia

Ecco, per mia fortuna, sono sempre in zona gialla, ma qualcosa è cambiato. Nel senso che rispetto alla settimana scorsa sono ancora tappata in casa, ma non a Milano, bensì nel mio paesino, in provincia di Mantova. E visto che in Lombardia le scuole continuano ad essere chiuse, nel tentativo di contenere il contagio da Coronavirus, invece del figlio, al mio fianco h24 c’è la figlia, che era da nonna e zia, dove adesso si è stabilito suo fratello.

Le nostre giornate? Mattina corta, anzi cortissima, visto che la principessa si sveglia con comodo, diciamo mai prima delle 10.30. Poi ha bisogno dei suoi tempi per la colazione, per il relax sul divano, per la lettura di qualcosa, per la scelta degli abiti. E in un batter d’occhio è ora di pranzo: rispetto a suo fratello fa qualcosa in più, quindi mi facilita nello sbrigare la pratica.

Il pomeriggio, dopo i compiti, che “uffa, sono inutili, perché un po’ di sano riposo ci potrebbe anche stare, tutto sommato”, facciamo un giretto per negozi, dove non troviamo quasi nessuno. Poi tappa dalla nonna per una partitina a carte, due chiacchiere e un tè. Cena con calma, molta calma, qualche altra chiacchiera in famiglia, di nuovo carte o giochi di società, oppure un filmetto…

Oddio, ma se a certi ritmi mi abituassi? Forse, a pensarci bene, non è così male!

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