La Bella e la Zitella come Matisse e Bonnard

btyLa Bella e la Zitella come Matisse e Bonnard: certo, il paragone è un po’ azzardato, però…

A Francoforte, da mia sorella, ho visitato la mostra “Matisse e Bonnard”: il racconto di un’amicizia attraverso la pittura, due vite parallele ma vicine, diverse ma simili, intense e intrecciate. Io, la Zitella, non ho potuto fare e meno di pensare alle affinità con la nostra storia.

Henri Matisse (1869–1954) and Pierre Bonnard (1867–1947) sono nati a due anni di distanza: il vantaggio che la Bella ha sulla sottoscritta è molto più ampio, direte voi, sì , è vero, ma questo è un dettaglio. La loro è una storia di amicizia lunga 40 anni: si frequentavano, si confrontavano ,e condividevano la passione per la pittura. E proprio sul filo che li collega è incentrata la mostra che mette in luce, attraverso ben 120 opere provenienti da tutto il mondo, affinità e diversità. Le sale sono suddivise in base ai soggetti e ai loro lavori: interni, still lifes, paesaggi e nudi femminili.

Mondano ed estroverso Matisse, riservato e solitario Bonnard: nel primo l’esplosione di colori accesi, nel secondo colori più tenui e a volte cupi. Bonnard dipingeva solo la sua compagna, prima fidanzata e poi moglie, spesso mentre si faceva la toilette allo specchio; Matisse invece utilizzava modelle che ritraeva stese sul sofà agghindate come odalische o nude. Tuttavia molte pose si assomigliano, come se l’uno attingesse dall’altro, sebbene entrambi rispettassero i confini dell’amico. Così Matisse non ha mai dipinto una donna allo specchio e Bonnard non ha mai dipinto una donna sul sofà, in un tacito accordo che ne rispettava le reciproche identità.

Entrambi possedevano una casa nel sud della Francia: Matisse sulla Costa Azzurra, nella mondanità, Bonnard a trenta chilometri, nel cuore di un bosco, isolato dal mondo. Eppure una sala mostra la loro fitta corrispondenza, gli appuntamenti, le visite reciproche per il pranzo. E, per finire, la mostra è supportata da una selezione di foto firmate nientemeno che da Henri Cartier- Bresson che, nel 1944, fece loro visita proprio in Riviera, ritraendoli nelle loro case e nei loro studi.

Insomma, in questa mostra il dialogo tra questi due artisti continua a distanza, dimostrando che si può andare nella stessa direzione, insieme, ma mantenendo la propria identità. Un po’ come la Bella e la Zitella.

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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