La mia collezione di mascherine

La mia collezione di mascherine

Dopo tanto tempo, ieri ho rivisto un amico di vecchia data. Che è venuto a trovarmi a casa mia, perché non ho ancora avuto il coraggio di rimettere piede in un bar o in un ristorante. Niente, è più forte di me, per il momento non ci sono ancora riuscita, perché mi mette ansia l’idea che tanti si abbassino le mascherine, gesto peraltro inevitabile se si vuole bere qualcosa. Quindi a Matteo ho offerto un caffè sul mio mitico balcone fiorito, che considero il mio secondo salottino, e abbiamo parlato di tutto, ma proprio di tutto, in una di quelle chiacchierate rilassanti che fanno bene su tutta la linea. Fra una considerazione e l’altra gli ho mostrato i disegni di mia figlia, visto che è un addetto ai lavori, i ritratti del mio gatto che ho fatto in quarantena, gli ultimi libri che ho letto. Poi, non so perché, giuro, ho aperto il cassetto delle mascherine: ho mostrato al mio amico quelle con il filtro, che ho da parte per Ettore, asmatico; le ffp2, che uso se devo entrare in locali chiusi, le mascherine chirurgiche, destinate a Clara, che non ha particolati problemi di salute, quelle in tessuto bianco leggero, che richiamano nelle pieghe il modello chirurgico. Poi ho tirato fuori le mascherine fashion: una di cotone all’interno ma con l’esterno in lurex, che posso abbinare ad alcune paia di orecchini, un’altra nera, con delicato logo dorato laterale, che si abbina molto facilmente, però “rinforzo” con una garza interna perché temo non filtri a sufficienza. Stavo per partire in quarta con la spiegazione sui tipi di guanti che ho messo da parte, ma Matteo mi ha bloccato al volo, dicendomi che uno di questi giorni dobbiamo tassativamente prenderci un caffè al bar. Messaggio ricevuto, anche se mediterò a lungo su quale fra le mie mascherine sarà meglio che scelga… Vuol dire che non sono proprio a posto?

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