La musica di Gatto Panceri a Gerusalemme

gerusalemme - CopiaLa musica unisce i popoli, genera emozioni, esprime sentimenti e permette di comunicare in modo universale. Associare il potere della musica come forma universale di espressione di amicizia a un luogo sacro, mistico, intenso come Gerusalemme è alla base del viaggio in Terra Santa  dal 31 ottobre al 3 novembre, organizzato da GeaWay in collaborazione con  l’ufficio nazionale israeliano del Turismo, insieme al cantautore Gatto Panceri. L’iniziativa, che è stata presentata nella splendida cornice della Parrocchia di S. Maria della Fontana a Milano, nasce, come tutte le cose più belle, quasi per caso, come ha spiegato il cantautore.

Studi al Conservatorio e una lunghissima carriera piena di successi, da solista ma  soprattutto come autore, uno fra tutti   “Vivo per lei ”  interpretata da Andrea Bocelli e Giorgia che ha venduto 31 milioni di dischi in tutto il mondo, Gatto Panceri, che  ha già cantato a Medjugorje e in Vaticano, ha accettato con entusiasmo una proposta arrivata all’improvviso. “Sarà una cosa intensa, intima e semplice” ha detto dell’esperienza che lo aspetta. Gatto Panceri  canterà accompagnato dalla  chitarra e dal coro Magnificat di Gerusalemme, espressione dell’Istituto di Musica che ha sede nella città vecchia di Gerusalemme, e non c’è dubbio che si tratterà di un incontro emozionante e suggestivo. “Le canzoni vanno in luoghi dove chi le ha scritte non andrà mai” ha detto l’artista. In questo caso invece sarà lui stesso a portare le sue splendide canzoni in un luogo unico al mondo per renderlo, se possibile, ancora più speciale con la musica che per una serata accompagnerà le suggestioni della fede, dell’amicizia, della vita.

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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