La prossima festa? Per i figli

La prossima festa? Per i figli

Archiviata da qualche giorno la Festa della mamma, che i miei cuccioli hanno voluto celebrare con una cenetta d’asporto a base di pesce, di cui sentivo molto la mancanza, mi rimangono le riflessioni sui miei figli e, in generale, su quelli degli altri. Insomma sui ragazzi che negli ultimi mesi hanno vissuto qualcosa di inaspettato, per alcuni tragico, che ha di certo segnato le loro vite.

Bilancio? Sicuramente lusinghiero, visto che parliamo di teenager costretti in casa per due mesi, ai quali sono stati sottratti, anche se a fin di bene, il contatto con i coetanei, l’autonomia al di fuori della famiglia, il fare gruppo e la scuola, intesa come incontri, “battaglie” e relazioni. E anche la legittima spinta a scontrarsi con i genitori: il dover rimanere assieme, h24, entro le mura domestiche, ha costretto tutti, figli compresi, a trovare un modo per convivere, anche con i fratelli. Il tutto a partire da una situazione di fondo surreale. I miei hanno retto l’urto molto bene, tant’è che a volte non mi sembra vero e faccio gli scongiuri: si sono adattati di buon grado ai ritmi e alle richieste della didattica a distanza, continuando a studiare e fare i compiti, nonostante la chiarezza del messaggio ministeriale sul “tutti promossi”; non hanno mai chiesto di violare il lockdown, si sono ingegnati con passatempi come i Lego e i disegni e mi hanno aiutato. Sì, loro hanno aiutato me, nei momenti di difficoltà, di sconforto, di preoccupazione, trovando sempre le parole e il tono adatto. Quando mi angosciavo per un lavoro perso mi hanno consolato con un “ma dai, non è detto che sia per sempre, nel frattempo hai meno da fare e puoi permetterti di vedere un bel film al giorno con noi”; quando bruciacchiavo qualcosa dicevano che “tutto sommato non è poi così male” e quando riuscivo a comprare proprio quello che desideravano non lo davano affatto per scontato. Certo poi ci sono stati anche attimi di sclero, qualche zuffa “epica”, come dicono loro, qualche urlo a pieni polmoni, ma immagino si tratti di episodi del tutto fisiologici. Che ho condiviso con amiche che hanno ragazzi più o meno coetanei rispetto ai miei.

Vista l’incertezza che avvolge la prossima estate, speriamo che tengano botta, anche perché la mamma, ogni tanto qualche cedimento ce l’ha. Quindi spetta ai figli supportarla. E sopportarla. Perciò la prossima festa la meriterebbero, vero?

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