La Scala non è per gli alienati da cellulare!

0330_piano-1000x667Uhhhhh, queste sono le cose che mi fanno davvero saltare i nervi!! Come si fa ad andare a un concerto alla Scala e tenere il cellulare acceso? Deve essere automatico: entri al cinema, a teatro, tanto più se è la Scala, e spegni il telefono. Saprai vivere senza per un’oretta, o no? Così lunedì il pianista Arcadi Volodos, che si esibiva appunto alla Scala di Milano, ha dovuto fermarsi, alzando le mani dalla tastiera. E direi che di pazienza ne ha avuta anche troppa, visto che si è fermato non al primo, non al secondo, non al terzo, bensì al quarto squillo! Che poi, ti squilla il telefono e tu cosa fai? Invece di spegnerlo immediatamente lo lasci squillare….pensi davvero che chi ti sta cercando metta giù? Non lo sa che sei alla Scala, lo sai tu. Lui (o lei) pensa che tu sia sotto la doccia, sul terrazzo, semiaddormentato davanti alla tv. E insiste!

Per fortuna il pianista era già al bis, si è fermato, il pubblico lo ha applaudito e ha ripreso fino al gran finale. Dello spettatore maleducato nessuna traccia, ma io lo avrei cacciato e anzi gli avrei dato il Daspo dei teatri!

A lui, come a tutti quelli che, nonostante l’avviso di spegnere il telefono fatto prima della rappresentazione, non resistono alla tentazione di dargli un’occhiatina, perché come si fa a stare un’ora senza sapere cosa hanno pubblicato gli amici su FB? Non sia mai! E allora cosa ci vieni a fare a teatro? Con quella lucina fastidiosa che ha infastidito anche il grande Pierfrancesco Favino: la Zitella era proprio una fila dietro e questa tipa continuava a guardare il telefonino, guardava wapp, lui Favino, che dal palco deve aver visto quella lucina che si accendeva in continuazione, ha continuato a recitare scendendo nel pubblico e avvicinandosi alla tipa in questione, che peraltro, presa dalla sua chat, non se n’è accorta fino a quando lui non le è arrivato proprio vicino all’orecchio continuando a recitare, ad alza voce, solo per lei. Grande, grandissimo Favino!

Ecco, io mi sarei sprofondata, sarei scomparsa sotto terra, sarei sgattaiolata fuori nella penombra. Lei invece non ha fatto un plissè, e io credo che non abbia nemmeno capito quel che è successo. Questa gente non deve andare a teatro, ai concerti, alla Scala: dovete starvene a casa, sul divano, da soli a guardarvi il vostro cellulare, perché ormai siete degli alienati.

Uhhhhh, mi fermo qui perché queste cose proprio mi fanno uscire di senno!

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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