La sveglia, che incubo!

Risveglio lento, anzi lentissimo, e aroma del caffè, la mamma si destreggia tra bambini da vestire e gatti che reclamano attenzione, mentre la single si attarda nei suoi pensieri

BellaOddio, suona? No, lo sto sognando. Perché sento un trillo ovattato, fluttuante. E invece sì, che suona. E anche da un po’. Ma io sono dura d’orecchio. Come sempre, del resto. Lo ero anche da piccola. E ho un risveglio lento, appannato, faticoso. Apro gli occhi, o meglio, li socchiudo. Mi devo proprio alzare. Abbandono controvoglia il calduccio delle lenzuola e via, verso il primo caffè: per uscire e portarli a scuola me ne servono almeno tre. E il quarto lo prendo lì, appunto, a scuola.

Zorrina, la micia, mi si struscia attorno alle gambe, perché ha fame. Le do da mangiare e prendo i vestiti di Ettore, che va svegliato per primo perché è come me. Lo chiamo, non mi sente. Lo bacio e sorride nel sonno. Va be’, visto che dorme gli do una mano. Poi si stende sul tappeto del bagno con il Muso, cioè il gatto, steso vicino a lui e aspetta la colazione. Ora tocca a Clara, che brontola appena la sfiori. E quindi la chiamo principessa, le do un bacio in fronte e aiuto anche lei. Che poi vuole l’elenco delle cose da mangiare, fra un “uffa mai niente di nuovo” e un “guarda che oggi non mi pettini”. Mentre mangiano rifaccio i letti, mi vesto a tappe, metto almeno il contorno occhi e la crema giorno. Li avviso che mancano dieci minuti all’uscita, poi cinque, e bisogna mettersi le scarpe, poi due. Non riesco a truccarmi. E nemmeno a mangiare. Cosa faccio? Dai, è ora di andare. Non voglio fare la giustifica.

La Bella

Zitella

Il mattino ha l’oro in bocca. E chi l’ha detto? Il risveglio per me è sempre un momento traumatico: che sia alle 7, alle 8 o anche alle 9, la sveglia davvero non la sopporto. E’ sempre stato così: alzarmi presto (e anche meno presto) non mi è mai piaciuto. E non mi ci sono mai abituata. Sono una donna “notturna”. Cosa avete capito? Intendo dire che il mio cervello funziona meglio nel tardo pomeriggio, la mattina meglio lasciar perdere. Quindi mi alzo lentamente: la sveglia suona e io mi rigiro, mi rivolto, mi allungo. Se c’è qualcuno con me….meglio che si alzi a preparare il caffè. E soprattutto che non parli. Per almeno mezz’ora.

Se sono sola, mi dirigo verso la cucina, accendo la radio e preparo la caffettiera. Una bella moka che gorgoglia, almeno da 4 tazze. E mentre il caffè sale mi fiondo nella doccia. Nessun marito che intralcia, niente bambini che pretendono la colazione, nessuna adolescente alle prese col “cosa mi metto”. E alla colazione dedico almeno 10 minuti. Adesso sì che la giornata comincia…

La zitella

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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