Lady Diana: chi non la ricorda?

dianaBassa (275 x 183)Non amo i santini, però Lady Diana mi piaceva. E anche parecchio. Oddio, non come a mia nonna Tullia, che aveva in spregio la Regina Elisabetta, Carlo, “un asino con le orecchie a sventola”, e Camilla, il rottweiler a cui destinava improperi che non si possono nemmeno virgolettare.
Diana, scomparsa giusto diciotto anni fa, nell’incidente parigino che tutti ricordano, mi affascinava perché incarnava la figura di una donna che aveva saputo cambiare pelle, dare un indirizzo nuovo alla sua vita, sopravvivere allo sbriciolarsi del ruolo di “moglie di”. Dai, in fondo, quante donne non si sono rispecchiate, almeno un po’, nelle sue vicende? Suocera arpia, corna, solitudine, tristezza sono ingredienti che caratterizzano più di un matrimonio. E non è tutto, perché lady D era bella, ma di una bellezza non certo convenzionale, non da bambolina insomma. E sembrava anche una mamma affettuosa.
Poi, per carità, per la morte della “principessa di cuori” forse c’è stato un moto di isteria collettiva, vagamente imbarazzante, che ora fa sorridere, come l’accostamento a Madre Teresa, che si spense a una settimana di distanza da Diana.
Però, quando seppi dell’accaduto, ero scioccata, non ci potevo credere, rimanevo incollata agli speciali trasmessi in tv a tutte le ore. Mi sarei sposata sei settimane più tardi e avevo già prenotato la luna di miele a Parigi. Mio marito, un orso già da fidanzato, vedendomi così coinvolta mi disse: “occhio, se vuoi portare i fiori al Tunnel dell’Alma, io ti lascio lì”. Avrei dovuto capire molte cose, invece niente, non ho proprio voluto capirle, e sono ancora qui…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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