L’antirughe? La mancanza di figli…

donna-stanca-chiavetta-per-ricarica-251x300Non è che stia scoprendo qualcosa in più rispetto all’acqua calda, né che brilli per originalità, se dico che i figli ti succhiano energie. E che il vero antirughe non è la serie di cremine e cure, a cui ricorro peraltro scrupolosamente da anni, ma il non doversi curare di nessuno, se non di se stessi. In una parola, la singletudine, o zitellaggine che dir si voglia.
Non so se anche alle altre mamme capita di sentirsi scariche, proprio senza pile e senza batterie. Ma a me succede sempre più spesso. Spenta, off, senza guizzi, questa è l’impressione. Uno dei tuoi figli ha gli esami? L’ansia è per la mamma. La femmina si ammala? Idem. E potrei andare avanti per pagine intere.
Ieri sera, ad esempio, eravamo a letto, poco prima di mezzanotte: sento dall’altra stanza che il maschio inizia ad ansimare, poi mi chiede il Ventolin. Lo cerco nello zaino in cui dovrebbe essere, senza risultati, perché l’ha dimenticato a casa di un amico. Ne dovrei avere uno di scorta, nel cassetto tal dei tali. Lo apro e dall’interno del mobili mi fissa il vuoto. Panico, lui ansima e io vado letteralmente fuori di senno. Mi vesto al volo, non so bene con che colori, infilando jeans e maglietta, poi esco verso la farmacia che sta per chiudere, proprio a mezzanotte. Arrivo, mollo la macchina sulle strisce, entro trafelata e chiedo quello che mi serve: il farmacista mi vede agitata e mi chiede quanti anni ha il figlio, facendo una battuta sull’età della stupidera. Gli rispondo che “adesso lo curo, ma dopo giuro che lo strozzo, mi ha fatto spaventare da morire”. E l’altro: “ma no signora, tutta questa corsa per niente? Buona notte!”
Rientrando mi dico, bè, chissà che notte, dopo un’uscita così. E in effetti stamattina ho le occhiaie di un panda. Eh, i regali dei figli…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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