Lassù… sulla montagna

Vacanze in montagna: per la Bella ci sono i bambini da vestire, ma anche la gioia nel vederli felici. Per la Zitella tanto sci, il sapore della  libertà e….gli amici che a volte sono come bambini.  

Bella

Le valigie sono pesanti, sicuro. Ma in compenso si cambia aria, quindi non ti pesano più di tanto. Anche se preparare tute, abiti “da sotto” per sciare, vestiti leggeri per l’albergo, qualcosa in più, che non si sa mai, un paio di stivali in più, che non si sa mai, non è stata proprio una passeggiata. Visto che mentre spunti la lista delle cose da NON dimenticare, ti interrompi dieci volte, e man mano spunti ti vengono in mente sempre più voci, così hai la sensazione di non finire mai, un po’ come se stessi correndo, ma sul posto.

Alla fine comunque si arriva, disfi le valigie mentre loro vanno ad affittare sci, scarponi e skipass, e poi pranzo. Servito. Come sarà per tutta la settimana. Scandita più o meno così: alla sera sul lettino che rimane vuoto, metto in sequenza dal basso tuta da sci, pantaloni, felpina, calze. Vicino ad ognuna delle due pigne i rispettivi guanti, passamontagna e occhiali. E già slacciati, a terra, i doposci. Quindi colazione, ma al volo, perché devono essere in pista entro venti / trenta minuti, con sci inforcati e casco indosso. E allora sotto, agli armadietti, dove ci sono in pochi metri quadri almeno venti bambini e altrettanti adulti, così io sudo se non scatta subito la chiusura dello scarpone, se uno dei due perde un guanto, se non troviamo gli occhiali. E poi in pista. Partono e io ho tre ore, dico tre ore per me. Leggo, faccio una passeggiata, chiamo le persone che non riesco mai a sentire? Sì, è meglio visto che per il pranzo devono svestirsi e rivestirsi con qualcosa che non sia sudato, poi avremo la pausa film, poi la doccia, poi poi poi. Oddio………però sono belli come il sole, con le guance di Heidi.

La Bella 

Zitella

Sci, neve, libertà….che passione! La montagna d’inverno ha diverse dimensioni: una sciata in giornata, un week end, una vera vacanza con qualche giorno in più. La mia attrezzatura è sempre pronta, anche perché spesso si decide il venerdì per il sabato e non servono troppi preparativi. Raccatto le mie cose e via, devo solo chiudere la porta, che ci vuole?   Ci sono giornate con i “soliti” amici e i week end con viaggio stampa, come quello a Murren, in Svizzera dove l’unica preoccupazione è stata quella di non fare brutta figura col mio accompagnatore: un maestro di sci tutto per me per tutto il giorno.. Ho sciato con lui alla scoperta di quell’angolo di Paradiso, affrontando con leggerezza la pista nera di James Bond, sì quella che l’“Agente 007 –Al servizio segreto di Sua Maestà” scende a tutta velocità nel famoso film. Privilegi da zitella.

Ma la” mia” montagna è anche quella con il gruppo degli sciatori pazzi: 4 giorni su e giù con orario continuato, rigorosamente 9 – 17, chiusura impianti. Zaino in spalla, si dorme nei rifugi in quota, nel silenzio. O almeno così dovrebbe essere perché c’è sempre quello che russa e che rovina tutto. E io ogni volta mi chiedo: non ce l’ho a casa il russatore, perchè me lo devo cuccare qui? L’ultima volta ero talmente esasperata che stavo per soffocarne uno…..mi sono fermata in tempo. Ma poi lo spettacolo della montagna che si gode da lì è così superbo che mi sento bene anche se non ho dormito. Quest’anno il gruppo si è dato un colpo d vita e, per non farsi mancare nulla, ha deciso di puntare su una famosa località sciistica, una delle più famose al mondo, oltreoceano. Si quest’anno si va ad Aspen in una grande e accogliente casa per 12 persone. Chi pensate cha abbia organizzato il tutto? La zitella, ovviamente, quella che “notoriamente, non avendo famiglia, non ha niente da fare”. E invece no, perché a volte gli amici sanno essere peggio dei bambini! Si affidano totalmente, non hanno il senso dell’orientamento, si perdono, ripetono le stesse domande. E io mi innervosisco ma poi ci ricasco…Forse, sotto sotto, esplicito così il mio istinto “materno”.

La  Zitella 

 

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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