Le bambine magiche: dai cartoni alle figurine

Sailor ok(600 x 337)Non ci sono solo i calciatori: il mondo delle figurine contempla anche numerosi personaggi femminili come l’incantevole Creamy, Magica magica Emy, Sandy dai mille colori, Lulù l’angelo dei fiori, Ransie la strega, Magica Doremi, Sailor Moon, oltre alle bambine magiche dei cartoni animati giapponesi.   Il Museo della figurina di Modena, una vera cuccagna per grandi e bambini con la passione delle raccolte, aprirà l’11 marzo la mostra Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine che espone album, figurine e gadgetper un tuffo nella nostalgia. Certo, la Bella e la Zitella erano già “grandi” quando negli anni ’80 i cartoni animati provenienti dal paese del Sol Levante, cominciarono a popolarsi di mahō shōjo, ragazze magiche che potevano contare sull’aiuto di folletti e oggetti magici, ma dietro questi personaggi c’è un’interessante riflessione sull’evoluzione e l’emancipazione della donna. In un periodo in cui in Giappone le donne stavano iniziando ad emanciparsi e il mondo si preparava all’avvento del girl power degli anni ‘90, tra tematiche sentimentali e componenti fantasy, queste eroine coraggiose hanno percorso quasi sempre un percorso iniziatico fino a raggiungere una nuova consapevolezza di sé e delle proprie capacità.

Ne è un esempio l’’incantevole Creamy del 1983, in cui la piccola Yu si trasformava nell’affascinante teen-idol Creamy pronunciando la buffa formula Parimpampùm. Lo strepitoso successo della serie porterà poi alla produzione di un consistente merchandising . E poi ci furono Sandy dai mille colori, e ancora le streghette, provenienti da regni magici e dotate di poteri innati, come Bia, la sfida della magia, Lalabel, Lulù l’angelo dei fiori, Ransie la strega, Magica Doremi. Tra le eroine, invece, spicca Sailor Moon, in cui le guerriere combattono da sole le forze del male in assenza di una leadership maschile, eredità poi raccolta da Card Captor Sakura.

Anche l’America negli anni ‘80 produce cartoni animati ispirati alle majōkko giapponesi, ma con un’operazione commerciale inversa, che parte dalla bambole, alle quali si ispirano poi i cartoni e le figurine, come Jem e di Lady Lovely, prodotte rispettivamente da Hasbro e Mattel.

La mostra Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine è quindi un interessante “spaccato” socio-culturale che fa riferimento ad archetipi di favole, miti e leggende.

Come sezione complementare alla mostra, il Museo della Figurina espone un nucleo di giornalini femminili che vanno da inizio Novecento agli anni Cinquanta, provenienti dall’ampia collezione Tagliavini-Roccatagliati, donata al Museo della Figurina nel 1999. Tenendo conto del contesto storico e sociale, è interessante notare come le direttrici delle testate, pur in un clima di valori tradizionali e cattolici, rimarcano frequentemente come anche per le donne sia necessaria una solida istruzione, strumento essenziale per la formazione di uno spirito critico e primo requisito per la conquista dell’emancipazione.

 

Parimpampùm

Le bambine magiche nelle figurine

11 marzo – 16 luglio 2017

Museo della figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103 – Modena

Ingresso gratuito- orari: mercoledì-venerdì: 10:30-13; 16-19.30

sabato, domenica e festivi: 10.30-19.30

chiuso lunedì e martedì

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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