Le passioni di Toulouse – Lautrec, a Milano

tlÈ un piacere, entrare nel mondo di Toulouse – Lautrec, raccontato nella mostra allestita a Palazzo Reale di Milano fino al 18 febbraio 2018, con oltre 250 opere fra litografie, acqueforti, disegni, oli. Visitando le sale meneghine, ho respirato le passioni di Henry, che amava i cavalli, rappresentati al galoppo, in gara o in contesti urbani: fu proprio una caduta da cavallo a impedire lo sviluppo normale delle sue gambe, condizionandone l’esistenza.
L’artista maledetto, scomparso a soli 37 anni, si trasferisce a Parigi, nella capitale dell’arte in cui esploderanno le avanguardie. È la Parigi della Belle Époque, nella quale si butta a capofitto, muovendosi fra bordelli e locali notturni, dove ritrae in manifesti inconfondibili cantanti, ballerine di can can e uomini in cilindro. Fra gli interessi di Toulouse – Lautrec, testimoniati in mostra, le stampe giapponesi, che lo affascinano per il colore piatto, senza il senso della profondità, e per la linea nera di contorno, che diventano le caratteristiche dei suoi manifesti. Il padre della cartellonistica del ‘900, per firmare le affascinanti silhouette esposte a Milano, frequenta case chiuse, interni di teatri, sale da ballo, cogliendo una vena di tristezza dietro ai lustrini dei costumi. E in un paio di sezioni, grazie a un filmato sul can can e a una colonna sonora d’epoca, sembra davvero di entrare nel mondo parigino vissuto dal pittore.

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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