Ma la figlia, di chi è figlia?

soldi-buttatiGita di fine anno scolastico, che adesso si chiama “viaggio di istruzione”, ma rimane pur sempre la cara vecchia gita.
Venerdì toccava a mia figlia, che per un solo giorno in Liguria aveva uno zaino con l’occorrente per due settimane: sembrava una rivisitazione della borsa di Mary Poppins, da cui, al bisogno, pescare qualunque cosa, dalla barretta energetica, alla “cicca” in caso di stomaco pesante, al deodorante, passando per la maglia di ricambio.
Potevano mancare due soldini, alla povera figlia mia? No, perché non si sa mai che possa servire qualcosa, o che un souvenir la colpisca in modo particolare. Quindi è partita con qualche eurino, ma, per non avere pensieri nel dover riportare il resto, ha pensato bene di spendere tutto, “così, per essere più libera”. Ha preso un ricordino, ha offerto una bibita a un suo compare, per fare un bel brindisi, ha comprato qualcosa da un “vu cumprà”, perché era troppo simpatico e si è presentato dicendo “ciapa chi, ciapa là, è arrivato Mustafà”. Insomma, una figlia tanto generosa, poteva non premiare la simpatia e l’intraprendenza del ragazzo? Beh, sarebbe stato un peccato…
Ripensandoci, mi sono detta: ma più che mia, sembra figlia della mia socia, che mentre spende si inventa duemila modi fantasiosi per riguadagnare i soldi “investiti”. Boh, misteri…

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