Mamma, come ti sei conciata?

pizzoCerto, i figli riservano gioie inaspettate. E lo sanno bene le madri che, come me, hanno piccoli energumeni adolescenti. Che oscillano fra il “fammi una coccola”, quando si svegliano la mattina, chiedendoti di infilarti “sotto le coperte” per qualche minuto, e il “per favore, mamma, stammi lontana” quando li accompagni a scuola, perché vogliono entrare da soli. Ovviamente i baci e gli abbracci, ma anche i semplici contatti fisici, in pubblico sono banditi nella maniera più totale, come le domande sull’esito di verifiche o interrogazioni, che vanno fatte in sede privata, anzi privatissima.

Devo dire che fra i miei due figli, la meno complicata è la femmina, che ancora mi trova, come quando era piccina, di volta in volta bella, ben pettinata, o ben vestita, rassicurandomi con un “dai mamma, che stai bene”, mentre il maschio ha sempre da ridire: secondo lui sono sopra le righe, ingombrante. Se non sono le chiome, troppo voluminose, ad attirare la sua attenzione ci pensano i colori fluo delle mie giacche o le fantasie delle mie camicie. Ma anche le mie borse, gli orecchini indubbiamente vistosi, o la tendenza a familiarizzare pure con gli sconosciuti, magari con una semplice battuta in ascensore.

Ieri però ha tirato fuori un’anima gelosa, siciliana, insospettabile in un ragazzino le cui origini longobarde affondano nella notte dei tempi. Vado a prenderlo a scuola, indossando scarpe nere con mezzo tacco, jeans e maglietta verde con scollatura a scialle, un po’ drappeggiata. Lui è in mezzo a un gruppetto di amici, si gira e, mentre mi avvicino, mi guarda torvo e sibila: “come ti sei conciata?”, facendo ridere gli altri. Io rimango basita, giuro, non capisco il perché e lui, dopo due passi, aggiunge secco “mamma, la scollatura, non ti vergogni? Copriti!”

Rimango di sasso, anche perché sotto alla t-shirt avevo il pizzo nero che faceva capolino, quindi tecnicamente ero coperta, più che coperta. E poi il consorte in tanti anni non ha mai osato farmi questo tipo di osservazioni. Ma dico, alla mia età, devo avere un marito “in seconda” che mi controlla? Povera me…

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