Mamma, non arrabbiarti…

madreQuando i miei figli esordiscono così, mi parte l’embolo. Perché il “Mamma, non arrabbiarti” non promette mai niente di buono. E mi aspetto, nell’ordine, qualche cataclisma, disastro, guaio, tiro mancino, marachella. Che in genere arrivano puntuali come l’influenza per San Remo. Ma stavolta, no, è andata in maniera ben diversa e, anche se ero sul punto di arrabbiarmi, ho deciso di valorizzare il gesto di mio figlio.
Ieri Ettore aveva il doposcuola, due ore di “parcheggio” pomeridiano a scuola, in cui gli raccomando sempre di finire tutti i compiti per l’indomani, ottenendo uno sguardo rivolto verso il cielo, accompagnato dal “va bene, mamma” di rito.
Bene, ieri lo aspetto in fondo alle scale e non appena si avvicina mi dice, appunto “Mamma non arrabbiarti”. Cerco di fare un respiro profondo, frugo fra tutte le tecniche di mindfulness e autocontrollo acquisite negli anni, nel tentativo di non sbroccare subito, ma almeno rimandare il mio ululato al momento in cui saremo già in macchina. Però, il mio nanetto aggiunge: “non ho fatto latino per domani, ma ho aiutato un amico nel ripasso di storia, così si è fatto interrogare ed è anche andato bene! Sei fiera di me?”
Confesso che lì per lì il mio “bravo” è stato un po’ forzato. Però, ripensandoci, mi sono detta che mio figlio ha fatto un bel gesto, davvero di cuore, e alla fine ho gongolato seriamente.
Bravo, il mio nanetto! Oggi è stato lui a insegnarmi qualcosa…

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