Moto, passione travolgente

moto mostraAh se avessi qualche anno di meno me ne volerei via anch’io a cavallo di una bella moto roboante.  Dato che la moto non la so guidare e dubito di poter cominciare mi accontenterò di un tuffo nella mostra che anima per tutta l’estate la Reggia di Venaria. Una mostra dedicata alla moto:  Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte  è un incrocio tra motori e arte, un viaggio a 360 ° nel magico mondo che ha fatto sognare e ancora fa sognare intere generazioni. La moto come libertà, come fuga, come corsa.

Nata presumibilmente nel 1885, la moto ha una storia relativamente breve ma in questi  150 anni di storia alcune marche e modelli sono entrati nell’immaginario collettivo, dalle case italiane come Ducati e Moto Guzzi, passando per il genio britannico e l’efficacia giapponese, per giungere, infine, oltre oceano con il mito americano delle Harley-Davidson. A vent’anni dalla grande mostra del Guggenheim Museum di New York, The Art of Motorcycle,  che segnò un record assoluto di visitatori, Arthemisia e Consorzio delle Residenze Reali Sabaude dedicano al mondo delle due ruote questa nuova esposizione ospitata alla Reggia di Venaria fino al 24 febbraio 2019. Tanti i modelli di motociclette, alcuni dei quali legati a famose pellicole cinematografiche,  come il chopper di Easy Rider, la Triumph Bonneville che Steve McQueen guidava ne La Grande Fuga;  i bolidi da gran premio, la MV Agusta di Giacomo Agostini, la Yamaha di Valentino Rossi e la Ducati di Casey Stoner; i miti che hanno segnato delle epoche, come la Vespa di Bettinelli che ha percorso 24.000 km da Roma a Saigon, le special che hanno attraversato il deserto di sabbia della Parigi-Dakar, e ancora enduro, trial, nastri d’asfalto. Gli oltre cinquanta modelli di moto si confrontano  con opere d’arte contemporanea, dall’Autoritratto con moto di  Antonio Ligabue  (1953) a Rosso Guzzi e Rosso Gilera di Alighiero Boetti,  dall’Accelerazione = sogno , l’ installazione di Mario Merz alla grande scultura Vejo di Giuliano Vangi (2010), per citarne solo alcuni. E poi  foto, locandine, i dipinti di Paul Simonon, ex bassista dei Clash, appassionato collezionista di moto. Insomma, un viaggio nella leggenda tra motori e velocità,  che si sviluppa in nove sezioni: Stile, forma e design italiano; Il Giappone e la tecnologia; Mal d’Africa; La velocità; Sì, viaggiare; London Calling; Il Mito americano; Terra, Fango e Libertà; La moto e il cinema.

 

(Nella foto:    Ida  Tursic  &  Wilfried  Mille  – La  Motocycliste ,  2001

Olio  su  tela,  Collezione  privata,  Parigi  – Courtesy  Galleria  Alfonso  Artiaco,  Napoli  )

 

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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