Nei libri Einaudi la nostra storia

Ein 14Se amate i libri come noi non potete perdervi la mostra allestita presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Milano, a Palazzo Stelline. Uno spaccato della nostra storia: 50 anni di cultura attraverso i libri pubblicati da Giulio Einaudi e più precisamente dal 1933 al 1983, dalla fondazione fino alla crisi finanziaria che aprì un altro periodo e portò alla cessione a Mondadori.
Il celebre marchio dello struzzo che stringe un chiodo nel becco è stato in quei decenni un riferimento preciso non solo dal puto di vista intellettuale ma anche per quello grafico: scelte precise, a volte persino di svolta e dirompenti, nei caratteri e nei colori, nel rigore alternato alla creatività.
La mostra è stata resa possibile dalla passione di Claudio Pavese, un collezionista che negli anni ha raccolto oltre 3000 volumi della celebre casa editrice ricostruendone la storia e che, con un’opportuna selezione di ca 300 pezzi, ha ricostruito nell’esposizione l’intero catalogo storico pubblicato.
Si possono vedere rappresentate tutte le 92 collane, dai Coralli ai Gettoni, da Centopagine alla Collana Viola fino a quelle per i giovani lettori come Tantibambini: protagonisti di questa carrellata non sono solo scrittori, poeti e saggisti, ma anche celebri artisti e grafici che, con le loro copertine hanno “disegnato” la storia del libro facendone un’icona di design.
Per questo la mostra, aperta fino al 23 aprile, è programmata in coincidenza con il Salone del mobile , e certamente non mancherà di suscitare l’interesse dei creativi di tutto il mondo.
I libri Einaudi 1933- 1983. Collezione Claudio Pavese
Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Corso Magenta 59, Milano
Ingresso libero

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La Zitella
La Zitella

Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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