Uomini: scappate da quelli che vivono al computer

chattare (550 x 397)Ci avete fatto caso? Happy hour: entrate in un bar e ci trovate un sacco di donne, amiche di ogni età che sorseggiano un cocktail raccontandosi la vita. Cinema: gli uomini sono tutti accoppiati e spesso annoiati. Le donne, in piccoli gruppetti, chiacchierano, ridono, scherzano fra loro. E al ristorante? Se non sono coppie sono donne. Tutto ciò porta ad alcune considerazioni: gli uomini single esistono o sono estinti? E se esistono dove sono? Perché non escono ?
Dopo lunghe riflessioni con le amiche lo abbiamo scoperto: gli uomini soli, dopo aver passato la giornata in ufficio al computer, tornano a casa e si rimettono al computer . Per far che? Ma per incontrare le donne, ovviamente! E allora perché non escono a incontrarle di persona? Perché al computer si può mentire meglio. Dal momento che gli uomini riescono a barare anche quando ce li hai di fronte e li guardi negli occhi, figuriamoci cosa possono fare dietro lo schermo di un computer, motivo per cui, a parte il fatto che in genere preferisco uscire, rifuggo da tutto ciò che è virtuale. Niente chat, né siti vari per incontri. Anche se qualcuno confessa di essersi incontrato on line e di essere una coppia felice. Statistiche alla mano, considerando quanta gente si rivolge a questi mezzi per conoscersi, arrivare a formare una coppia di successo è un po’ come vincere alla lotteria, senza aver comprato il biglietto, però.
La mia amica Annalia invece ci ha provato. Si è iscritta a un sito (uno serio, a pagamento, con lo psicologo che ti mette in contatto solo con i tuoi simili) e ha cominciato a incontrare uomini. Ce ne sarebbe da scrivere un libro, ma il meglio è stato l’ultimo (nel senso che poi anche Annalia non ne ha più voluto sapere)
Dopo qualche conversazione on line sono passati al telefono e lui l’ha invitata a cena. Appuntamento davanti al ristornate. Lei arriva e lui è li. Diciamo, per essere indulgenti, un po’ sottotono rispetto a come si era presentato, ma Annalia ci era preparata. Lei, che non ha ancora parcheggiato, si ferma, si presenta, poi risale in auto e cerca parcheggio. Quando torna, lui è al telefono “Mi ha chiamato la Vigilanza, sono entrati i ladri in casa”. Mette giù, richiama, si agita. Annalia ci crede: bhè può capitare no? E gli dice: “Tranquillo, vai a casa, ci risentiamo”.
E torna a casa (peccato, si era truccata così bene!) Più tardi lo chiama per sentire come va : lui farfuglia qualcosa mentre sotto si sentono delle voci. Annalia ancora non è convinta che sia stata una messinscena, ma poi si deve arrendere di fronte all’evidenza anche perchè lui non si fa più sentire. Perso nel nulla, forse rapito dai ladri…
Morale della favola: lui ha barato, presentandosi on line molto meglio di quel che fosse in realtà. Però è arrivato lì, ha guardato “la merce” (brutale, ma è la verità) e ha deciso che non gli piaceva. Mettendo in scena una falsa chiamata, magari con la complicità di un amico. E questi sarebbero gli uomini?
Annalia dice: “Era il meno peggio fra tutti quelli che ho conosciuto”. Andiamo bene!. Mannaggia, dico io , resteremo zitelle!
E chi se ne frega: Annalia è tornata fra noi, ha deciso che la vita da zitella è decisamente meglio. Cari uomini ( e non aggiungiamo aggettivazioni varie che peraltro ci starebbero benissimo) rimanete al computer, noi stasera usciamo: andiamo a divertirci. Anche senza di voi!

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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