Oddio le mie adorate chiome!

20171023_134111-1Che sia fissata con le chiome, non è certo una novità. Ci ho sempre tenuto tanto e mi sono sbizzarrita per anni con trecce, acconciature, liscio, riccio, raccolto, coda laterale. Del resto le nonne dicevano che una signora si vede dalla testa e dai piedi… Anche dopo la nascita dei bambini, niente taglio corto, avvilente, tipo “frangetta da partoriente”, ma avanti per la stessa strada con capelli fluenti, rischiarati dai colpi di sole. E tappa immancabile dal parrucchiere tutte le settimane, cascasse il mondo: è un lusso che non ho mai mollato, nemmeno da mamma, a differenza di molte altre cose, a cui ho dovuto rinunciare, come le fiction in tarda serata, ad esempio.
Voglia di cambiare? Zero. Però alla fine ho provato qualcosa di sbarazzino, un bel carré, sfilato, che valorizza i capelli mossi e fa un volume pieno. Naturalmente non mi faccio mettere le forbici in testa così, con leggerezza, quindi l’ho fatto dalla parrucchiera di fiducia del mio paesello. Risultato? Anche se rimpiango le mie chiome fluenti, che vorrei mantenere fino a settant’anni, come Milva, devo dire che mi piaccio.
Ma c’è un però. Dopo il rientro a Milano, a fine agosto, per mille ragioni non siamo più riusciti ad andare in provincia per oltre un mese. Quindi, ahimè, mi sono fatta convincere a farmi “dare una spuntatina” in città, perché insomma “qualcosa nel taglio non tornava”. L’avessi mai fatto! Avevo chiesto con chiarezza estrema di tagliare poco, ma molto poco, specificando che in inverno avrei voluto far ricrescere i capelli, quindi non volevo niente di radicale. Sono stata ascoltata? Certo, come quando parlo con il marito, uguale!
Perciò, mi sono ritrovata con una testa rotonda, un mix fra la pecora Dolly e i Cugini di campagna, tutta scalata come negli anni Ottanta, con la lunghezza dietro che, senza consistenza, non si arricciava nemmeno. Disastro, disastro totale e pianti, anatemi, invettive. Mio marito diceva “ma non si vede nessuna differenza” e la Zitella idem! Come un uomo, dico io, ma si può?
Quindi alla prima occasione ho preso la mia macchinina e sono andata a farmi sistemare, al paesello: quando mi ha visto, Francesca, la parrucchiera di fiducia, mi ha detto “pensavo peggio”, ma ha confermato che la mia impressione non era poi così infondata. Morale, mi ha tagliato una prima e poi una seconda volta. E quando ho detto, finalmente sono a posto, guarda che belle chiome, mi piaccio di nuovo, sia il mio consorte che la Zitella hanno commentato “non si vede niente di nuovo”.
Ma dico, dopo essermi scelta così il marito, dovevo ripetermi anche con la socia?

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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