Papi, il mio primo compleanno senza di te

Papi, il mio primo compleanno senza di te

Ciao papi,

sai che da quando Ettore è nato proprio il 30 giugno, il mio compleanno è diventato speciale: ho inseguito per anni il sogno di diventare madre, raggiungendolo solo dopo un percorso lungo e tormentato. Quanto il mio bambino ha strillato per la prima volta a pieni polmoni, tu e la mamma c’eravate, anche se l’ospedale era molto distante da casa vostra. Ma del resto, nei momenti importanti della mia vita, ho sempre potuto contare su di voi. E lo stesso vale per mia sorella. Ti ricordi che i vicini si burlavano bonariamente di noi, forse non senza un pizzico d’invidia, chiamandoci “il quartetto”, perché facevamo tutto assieme? Sarà stato anche perchè tu “aiutavi” la mamma, dando una mano nelle incombenze domestiche, cosa niente affatto scontata per l’epoca e il contesto? Chissà…

Se penso alla mia infanzia mi riaffiorano ricordi legati a un’atmosfera di serenità, di affetto, di famiglia vissuta come nido: le passeggiate nel bosco, per farci accostare al mondo dei funghi, le fiabe recitate per me e mia sorella con le tante voci dei personaggi, tutte fatte da te, che riproducevi anche il fruscio del vento o l’ululato dei lupi aiutandoti con ampi gesti. Ricordo la sorpresa nel trovare un giocattolo nascosto nel roseto, il momento in cui arrivò il mio primo gatto, Musetto, con il quale mi sono fatta fotografare orgogliosamente mentre indossavo la tunica della prima Comunione. E non posso dimenticare i pensieri che tu e la mamma preparavate per ogni onomastico, compleanno, festa di Santa Lucia, rendendo queste ricorrenze dei giorni speciali.

E poi quando mi stavi accompagnando all’altare e per l’emozione hai messo un piede sullo strascico del mio abito? Mi hai fatto scoppiare in una risata cristallina, perché ti ho beccato, sono riuscita a bloccarmi all’istante e per fortuna non abbiamo combinato nessun disastro!

Ti abbiamo salutato giusto cinque mesi fa, cinque mesi surreali: lì per lì ho pensato che i ricordi, la complicità, gli esempi, l’empatia, la passione che ci hai lasciato in eredità potessero bastare a colmare il vuoto. Chissà dove avevo la testa, forse avevo paura di quello che avrei provato, perché ciò che ci hai lasciato è importante sì, per carità, e anche molto, ma tu manchi, eccome se manchi. E questo è il mio primo compleanno senza di te. Ma so che con gli occhi lucidi, scorgendomi con un nodo alla gola, mi diresti “adesso basta, piantala”, come mi sembra tu mi abbia sussurrato una delle ultime notti, quando avrei voluto un suggerimento, una dritta, una mano da parte tua, quando avrei avuto bisogno di un abbraccio o di una pacca sulla spalla, ma solo da te, visto che gli altri ci sono, per fortuna.

Allora adesso basta però, dai, che oggi devo festeggiare, perchè è anche il compleanno di mio figlio, giusto?

Ti abbraccio, caro papi.

Stefi

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