Quando i figli sclerano con la Dad

Quando i figli sclerano con la Dad

Per la serie “come volevasi dimostrare”, è appena uscito nel numero di Confidenze in edicola questa settimana un mio servizio sugli aspetti positivi della Dad, la didattica a distanza. È un lavoro che mi è piaciuto scrivere, perché per tratteggiare una panoramica, facendo un po’ il punto della situazione, ho parlato con due presidi, un’insegnante, una maturanda, una psicologa, che ha dato consigli a me e alle lettrici sulla gestione dei figli. Mi sono limitata a trattare la scuola secondaria, in un’ottica propositiva, perché i bambini sono un altro pianeta rispetto ai ragazzi e avevo lo spazio per occuparmi appunto solo di questi ultimi.

E oggi cosa combinano i miei figli, che sono proprio alla secondaria? Sclerano, a distanza di mezz’ora l’uno dall’altra. Prima lei si è lasciata travolgere dalla disperazione durante l’ora di matematica, temendo di essere interrogata e di abbassare la media faticosamente rialzata giusto ieri. La mia “piccola” ha strepitato, pianto, urlato, facendomi spaventare così tanto da farmi mollare il pezzo che stavo scrivendo: ero talmente agitata da non poter seguire i ragionamenti su un’iconografia mariana di cui mi stavo occupando. Non appena lei si rimette in carreggiata, peraltro riuscendo negli esercizi richiesti, che alla fine non ha nemmeno dovuto consegnare, tocca a lui, che si dimentica di “entrare” nell’aula virtuale per l’ora di latino, perché era troppo disturbato dalla verifica di inglese, che non era andata come si aspettava, causa piattaforma nuova e non congeniale. Apriti cielo, ho cominciato a urlare con un collo gonfio alla Pappalardo che di figli non ne posso più, di Dad nemmeno, che vorrei fuggire non so dove ma ovunque, pur di fuggire. Ed ecco servita la botta di sclero da parte mia, che ho costretto il maschio di casa, controvoglia, a prendere parte alla lezione in ritardo, fra mugugni e improperi.

Proprio per la serie “come volevasi dimostrare”…

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