Rifiuta anestesista donna, che vergogna!

anestesiaSembra una storia di secoli fa e invece succede oggi, 2017, in Italia, a Savona, dove un paziente, piuttosto che farsi anestetizzare da una donna, ha preferito rinunciare all’intervento, lasciare l’ospedale e tenersi un’ernia inguinale. Ora, caro signore, non so chi lei sia e cosa abbia fatto nella sua vita, ma penso che si dovrebbe proprio vergognare. Forse le donne vanno bene solo per svuotarle la padella? O per fare le pulizie? Ma lo sa che le donne sono più precise, più concentrate e più attente degli uomini?

Lo sa che quella donna ha studiato anni e anni, si è laureata in medicina ha preso una specializzazione e ha sudato sui libri per guadagnarsi il titolo di dottoressa? Lei invece quello di cialtrone se l’è preso in un batter d’occhio! E pensi un po’, senza studiare.

Ovviamente i colleghi della donna sono stati solidali con lei e il primario dell’ospedale ha ribadito che tutti i membri del suo gruppo godono della sua piena fiducia. E ha anche aggiunto di voler riflettere su una possibile denuncia per diffamazione nei confronti del paziente che, rifiutando l’anestesista, avrebbe anche dichiarato che, secondo alcune voci, le donne della struttura non sono brave come i maschi. Suggerisco al primario di chiedere anche i danni: preparare una sala operatoria richiede tempo e personale e poi, sicuramente, qualche altro paziente in attesa sarebbe stato ben felice di farsi operare mentre il maschilista in questione ha fatto perdere tempo e soldi.

E spero che nessuno si prodighi, da qualche parte, a fargli trovare uno staff interamente maschile per accontentarlo: sarebbe proprio una grande meschinità!

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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