Sanremo è Sanremo

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Il bello del Festival è che tutti lo snobbano, poi però ne parlano, nel bene e nel male. La Bella e la Zitella non fanno eccezione, ovviamente.  

Bella

Io Sanremo lo seguo in differita da anni. La prima sera mi sono detta: devo vederlo. Macché, crollata senza nemmeno tentare. Tanto il giorno dopo leggo la valanga di critiche, di tweet, di scherno social (visto che nessuno lo vede, ma tutti lo commentano).

La seconda sera, mentre attaccavo le borchie al giubbotto del piccolo che vuole fare “Gene Simmons dei Kiss” e fissavo le tasche per #astrosamantha,  ho visto qualcosa. Beh, quella Rocìo sarà anche sciapa, ma che sciapa: avrei voluto essere un decimo di così, qualche anno fa. E Arisa che sembra Paperina? Ma scusa, canta già bene, cosa vuole di più? E Antonacci, poi, è ancora figo anche se passano gli anni.

Comunque fra una borchia e una bussola da fissare prendo nota, mentalmente, di scarpe, che tanto non metterò mai in vita mia, e di outfit, che, come sopra, non metterò mai. Perché alla fine sarà anche nazionalpopolare, ma insomma, io Sanremo lo vedo volentieri, anche se a pezzi. E se mi perdo qualcosa? Tanto comunque mi dice tutto la zitella.

La Bella 

Zitella

“Perché Sanremo è Sanremo” , recitava uno slogan di qualche edizione fa. Ed è proprio così: almeno una sbirciatina la danno tutti. Per vedere come se la cava il presentatore di turno, per commentare la disinvoltura delle vallette, per ascoltare le canzoni, e cercare di capire quali sono quelle che ci perseguiteranno nelle prossime settimane, e per criticare gli abiti .  Io stessa non mi sottraggo al rituale, da sola o in compagnia. Se sono sola, come minimo mi messaggio con la Gina (sì, sì sempre lei) per commentare tutto, ma proprio tutto. Poi lei non risponde più e allora capisco che le è calata la palpebra. La prima sera, per esempio, siamo state impietose con l’abito di Arisa , quello indossato senza reggiseno, ci è piaciuta Malika , un po’ meno Siani, che più che battute ha collezionato gaffes.

Per evitare “triangolazioni di giudizio” la seconda sera la Gina ha organizzato una delle sue cene: l’invito recitava espressamente “cena per vedere Sanremo”, il che significa che dopo aver mangiato (bene!) ci siamo sprofondati sui divani a far commenti, uomini inclusi. Ovvio che i commenti degli uomini siano diversi da quelli delle donne: noi guardiamo i vestiti, loro quello che c’è dentro…. Così, per sorprendere gli uomini presenti, la Gina ed io abbiamo provato a metterci il rossetto fuoco, come quello della “spagnola”, l’amica di Roul per intenderci, per vedere se ci avrebbe fatto lo stesso effetto…..ma, purtroppo… niente: siamo rimaste tali e quali…con grande delusione dei presenti.

Ieri sera mi sono commossa con gli Spandau Ballet: mi hanno ricordato i bei tempi, sì insomma, quando ero giovane…..E la Cristoforetti, con il microfono che se ne andava in giro per la stazione?  Commento sulla gravità: “Arisa, con il suo vestito rosso, fosse stata in orbita avrebbe fatto un figurone!” . E le canzoni revival?  Nostalgia… canaglia.

Ora io, da romanticona quale sono, aspetto il super ospite internazionale, Ed Sheeran: giovane, carino, simpatico e anche dolce. Insomma, uno che canta: ….”Cara ti amerò fino a quando avrai 70 anni e il mio cuore si innamorerà ancora come a 23 anni ……  perché, dolcezza, la tua anima non può invecchiare”.   Insomma, uno che canta cose del genere per me ha già vinto. E chi se ne frega della gara canora.

La  Zitella 

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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