Se la figlia è più avanti della mamma

mammaefigliaVigilia importante per mamma e figlia: ieri sera, la mia Claretta, che sta per iniziare la prima media, era particolarmente nervosa, sull’oro del pianto. Aspettava con una certa inquietudine la composizione delle classi e temeva di non ritrovare nel nuovo gruppo la sua amica del cuore, una sorta di maschiaccio come lei, e altri pochi amici, rigorosamente maschi, a cui tiene. Ho cercato di tranquillizzarla, dicendole che c’è sempre una soluzione a tutto, mentre lei, come fosse la cosa più ovvia del mondo, mi ha risposto: “ma certo, io se non mi trovo bene mi trasferisco per tre anni dalla zia e dai nonni, per frequentare la scuola che hai fatto tu, dove penso che avrei voti altissimi!”
Che dire? Adoro il cervellino di mia figlia, dotata di un senso pratico fuori dall’ordinario e sempre in grado di elaborare un Piano B. Magari fossi stata io così, alla sua età! Mi sarei risparmiata inutili elucubrazioni e sprechi di energia. Anche perché, diciamocelo, la mia cucciola, nata e cresciuta a Milano, avrebbe optato per un paesello da duemila anime, a un’ora e mezza dalla sua città. E sarebbe stata disposta ad accasarsi con zii e nonni, facendo la principessina, visto che i suoi cugini, ormai grandi, sono fuori casa da tempo.
Comunque, stamattina, avrei voluto andare a scuola per vedere i tabelloni esposti e togliermi ogni dubbio il più presto possibile. Ma quando la svegli ha suonato, l’ho spenta. Come mai? Il mio retrocervello ha deciso per me: sono in una fase in cui sclero con una facilità impressionante, quindi, in caso di “composizione non gradita”, avrei potuto sbroccare e non poco. Ergo, il retrocervello mi ha tenuto a casa, al riparo da figure barbine. E quando mi è arrivato l’agognato tabellone via WhatsApp, non sapendo a chi manifestare il sollievo immenso, perché la mia piccola era stata accontentata, ho urlato di giubilo con il gatto. Che non deve aver capito, perché stava dormendo come si conviene a un essere in vacanza. Bè, per la cronaca, anche la figlia, non appena sveglia, ha urlato come un’ossessa: almeno in qualcosa mi assomiglia!

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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