Sei mamma? L’unica certezza è sbagliare!

disperataOggi ricorre la Giornata mondiale dei genitori, istituita dall’Onu per ricordare la centralità di un ruolo che ti regala una sola certezza: sbagliare!
Oddio, non che sia una grossa novità, mi ricordo che lo dicevano già le mie nonne, che, giusto per dare l’idea dell’epoca, votarono Monarchia. Quindi è un po’ come se stessi scoprendo l’acqua calda. Poi devo dire che, di fronte alle feste, ho sempre un sottile senso di disagio: se dobbiamo ricordare le donne, le mamme, i genitori, i nonni / angeli custodi e via omaggiando, è perché c’è la necessità di ribadire la loro importanza che, evidentemente, non è così scontata. E mi sorge spontaneo un “siamo messi bene… ”
Comunque, da mamma, ergo da genitore, direi che la nostra categoria è davvero bersagliata, forse troppo. Qualche esempio? Se hai i figli in età scolare, che ti raccontano tutto, ma proprio tutto, coinvolgendoti nelle loro dinamiche, non devi darlo a vedere nel parlare con un insegnante, altrimenti ti qualifica come “mamma fan”, ovvero un soggetto che vive in simbiosi con il suo cucciolo, perdendo in autorevolezza e obiettività. Insomma, una povera esaurita che non va ascoltata. Ma se per qualche motivo, tipo lavoro arretrato, situazione familiare complicata, acciacchi di salute, ti dimentichi di firmare una circolare o una verifica, oppure consegni i soldi della gita con due giorni di ritardo, ecco, allora sei la “mamma latitante”. Sì, come Messina Denaro, perché sembra che tu non sia dotata di telefono per un eventuale sollecito.
Finito? Nemmeno per sogno. Se quando i figli fanno sport ti sgoli nel fare il tifo, sei quella che “proietta sugli altri le sue aspettative, poi andate come si sa”. Ma se ti porti un libro, “chissà cosa avrà mai da leggere”. Per non parlare del cellulare: se smanetti durante una partita, apriti cielo, sei “malata di social”.
Sei rigida nel richiedere impegno a scuola? Metti ansia da prestazione! Lasci correre? Ecco, non sa imporre paletti e dire dei no…
Ti curi, cerchi di essere bella, colorata, senza ricrescita? Ecco, la classica milfona, che vuole acchiappare l’allenatore o il maestro del figlio. Hai la ricrescita? Sei trascurata e non va bene, perché i nostri piccoli, poverini, hanno bisogno di una mamma che sia prima di tutto una donna…
Bè, sapete come festeggio? Con un bel “vadaviaiciapp!” Io sono come sono e mi vado bene così…

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La Bella
La Bella

Stefania Romani, giornalista e storico dell’arte, segue da anni mostre e restauri per prestigiose testate e femminili. Con un occhio di riguardo per il turismo culturale e le destinazioni italiane. Scrive anche per un quotidiano on line. E ama le confidenze, le chiacchiere, il confronto, anche serrato, su tutto. Meglio ancora, di fronte a un bicchiere di vino. Perciò, perché non provare a farlo anche in rete?

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