Sommaroy, l’isola senza tempo

sommaroy-1140x619_0Un’isola senza tempo: ecco cosa vuole diventare Sommaroy, in Norvegia, a nord del circolo polare artico. Del resto lì è notte fonda per 3 mesi, mentre per 10 settimane il sole non tramonta mai. In effetti, in un luogo dove per 3 mesi non ti alzeresti dal letto e per altri 3 potresti andare a farti un giro in canoa, in bicicletta  o a pescare, (o anche a lavorare), alle 3 del mattino, il tempo deve essere un concetto difficile da gestire, perché lo stile di vita non può tener conto dell’orologio. Così i 350 residenti  hanno  firmato una petizione per dichiararsi la prima zona “libera dal tempo” del mondo.
Un parlamentare norvegese porterà avanti le loro istanze che, se approvate, annullerebbero sull’isola  le cadenze fissate dall’orologio,come orari di lavoro  e  aperture di negozi e locali che sarebbero a totale discrezione degli abitanti.

Insomma, quest’isola sperduta potrebbe diventare il primo posto al mondo dove gli abitanti potrebbero essere autorizzati a fare quello che vogliono quando vogliono , cosa che peraltro fanno già.  “Qui, nella Time-Free Zone di Sommarøy, ci godiamo ogni minuto del sole di mezzanotte e sì, anche un caffè con gli amici sulla spiaggia alle 2 del mattino può essere una cosa normale”. Si legge sulla pagina FB creata ad hoc, dove peraltro si precisa che è un po’ impossibile sapere che ora è quando non fa mai buio.

Intanto  l’iniziativa ha dato una bella spinta al turismo e molti visitatori, eccitati all’idea di vivere senza tempo, hanno lasciato i propri orologi legati alla passerella che porta all’isola. Sappiate che per farlo avete tempo fino al 26 luglio, l’ultimo giorno, per quest’anno, in cui il sole non tramonterà proprio.

 

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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