SOS, ci serve una fuga!

Una fuga, ecco ciò di cui abbiamo bisogno: fuga dagli impegni, fuga dalla routine, fuga dai figli e soprattutto dal marito, per la Bella, fuga dalla singletudine per la Zitella. Fuga al mare, in montagna, in una Spa, su un’isola. Purchè di fuga si tratti, ovvero una “scappatella istintiva”, senza troppe pianificazioni.  In libertà!   

BellaOddio, non sono più io. O, almeno, non lo sembro. E se ne stanno accorgendo anche gli altri, Zitella in primis. Perché? Perdo i colpi, di continuo, in tutti gli ambiti. Porto in ritardo la bambina all’appuntamento più importante dell’anno scolastico, mi dimentico di preparare gli accrediti stampa per la mostra tal dei tali e per il restauro talaltro. Mi scordo del blog e di quello che devo postare. E potrei continuare, ma visto che, con il tempo, ho imparato a volermi bene, la smetto qui.

Poi c’è l’insofferenza indistinta verso tutto e tutti. Suona il citofono e penso “mavadaviaiciapp”, è in arrivo una chiamata e mormoro “mavadaviaiciapp”, una mamma petulante mi chiede qualcosa e rischia di partirmi il “mavadaviaiciapp”. Oddio, ho bisogno di una fuga, subito, all’istante! Di una fuga dai figli e dalla loro scuola, di una fuga dal lavoro, sempre più complicato, di una fuga dalle giornate scandite da impegni legati agli altri. Adesso che ci penso, dal marito no, non devo fuggire, tanto ci incrociamo di rado… Ma da tutto il resto sì, mi serve uno stacco, netto come un taglio. Quindi? Quasi quasi chiamo un ufficio stampa e chiedo se ha qualcosa da propormi: mi va bene la qualunque, una spa, la montagna, l’anticipo di mare, la città d’arte, la mostra, il restauro, la natura, persino la camminata. E non mi interessa la compagnia. Basta che vada. E gli altri? Beh, “mavadaviaiciapp!”

La Bella

Zitella

La Bella sta perdendo colpi, lei sempre così precisa e ordinata nelle sue cose, si dimentica quello che deve fare, porta la bimba in ritardo alla gita (e si sente in colpa), non prepara i post che abbiamo  programmato (e si scusa 10 volte), non prenota la visita alla mostra (e si riscusa 10 volte).  Non sembra più lei. Oddio, io ho avuto un attimo per fare questa considerazione perchè subito dopo l’ho dovuta rivolgere a me stessa. Proprio mentre parlavo con lei al telefono,  mi sono messa a cercare come una disperata nella borsa, perchè stavo salendo in auto e non trovavo più… il telefonino, quello con cui stavo parlando. Quindi temo di essere messa molto peggio di lei! Ergo, senza troppi giri di parole, ci serve una fuga. Ora, non sono proprio sicura che farla insieme sarebbe positivo: finiremmo col parlare del blog, del lavoro che ci accomuna, degli editori che non ci rispondono… insomma, non so se ci servirebbe fuggire insieme. Ma fuggire si!  Vacanze e spese folli, questo potrebbe sicuramente rigenerarci.   E poi siamo diverse: io sogno un viaggio avventuroso, in un posto dove non c’è campo e dove nessuno può chiamarti per qualche odiosa proposta commerciale. Sogno di andarmene senza dire niente e sapere che qualcuno mi sta cercando (sarà poi vero che qualcuno mi cercherà?). La Bella non potrebbe mai farlo: figurati se può allontanarsi così dai suoi cuccioli! Comunque non c’è dubbio: siamo entrambe messe malissimo, lo stress è ai massimi livelli e la vacanza è d’obbligo, se non vogliamo impazzire. Per il momento potrei rifugiarmi in Sicilia, dai cari vecchi amici, ospitali e accoglienti. Lì mi sento importante come un’ospite di riguardo e al tempo stesso rilassata come in una bella famiglia… Per cominciare… vado a prenotare l’aereo!

La zitella

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Bella&Zitella

Colleghe e amiche, Elisabetta e Stefania, una single, l’altra mamma, si ritrovano spesso a parlare delle loro vite; della famiglia, impegnativa; degli uomini, che alla fine non ci puoi contare più di tanto; delle serate, beata te che se sei stanca non devi preoccuparti di nessuno; del futuro, tu almeno hai una famiglia io non ho nessuno… In ogni caso della quotidianità, che poi, da qualsiasi parte la si guardi, rimane quella che è. PS: i nomi sono in ordine alfabetico…….

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