SOS, salviamo il panettone!

1052_PanettoneBackautomatDatemi un panettone vero!!! Ieri ero al supermercato e mi è venuta voglia di comprare un panettone, avendo peraltro saggiamente rimandato a dopo le feste l’inizio della dieta.  E’ un’impresa impossibile!  Mi sono incavolata e il panettone non l’ho comprato, non ancora, almeno: andrò in una pasticceria e me lo comprerò di produzione artigianale e soprattutto fedele alla ricetta, perché al supermercato il panettone vero non esiste più.  Ci hanno tolto i canditi e ci hanno aggiunto di tutto, dal limoncello alla crema , dal cioccolato al liquore: che vergogna! Insomma, il panettone è il panettone.

Secondo la leggenda è il “pan di Toni”,  lo sguattero delle cucine di Ludovico il Moro che, per rimediare ai guai combinati dal cuoco, che aveva bruciato il dolce, servì un pane al burro che lui stesso aveva preparato. La sua invenzione culinaria riscosse un tale successo da essere chiamato proprio Pan di Toni.

Si, va bene, ci sono altre leggende intorno alla nascita del panettone, ma a noi piace questa che è anche la più accreditata, sebbene alcuni facciano risalire la nascita del panettone al Medioevo, sotto gli Sforza, che per Natale concedevano a tutti i fornai di arricchire l’impasto del pane con burro, uova e farine pregiate per dare a tutti la possibilità di mangiare per le Feste un pane più ricco.

Comunque siamo sempre a Milano e quindi che c’azzecca il limoncello? Ma fatemi il piacere, sarebbe come aggiungere, che ne so, i ribes, alla pastiera!

E poi c’è il disciplinare del 2005, Disciplinare di Produzione del “PANETTONE TIPICO DELLA TRADIZIONE ARTIGIANA MILANESE”, approvato dal Comitato Tecnico dei Maestri Pasticceri Milanesi,  che specifica gli ingredienti tra cui uvetta sultanina, scorze di arancia candite, cedro candito.

Canditi! Capito? I canditi sono parte integrante del panettone, non il limoncello!

Il panettone è questo. Tutto il resto chiamatelo in un altro modo ma non chiamatelo panettone. Chiaro? E soprattutto mettetelo in prima fila nei supermercati: panettone tradizionale e pandoro di Verona.

Gli altri dolci , “geneticamente modificati” metteteli su atri scaffali, il panettone non va contaminato perché il panettone è il Panettone!

 

 

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La Zitella
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Elisabetta Colombo è una giornalista professionista con una lunga esperienza maturata su più fronti: ha collaborato con diversi femminili, con riviste di architettura e di economia, si occupa di arte e di viaggi. Lavora per un quotidiano, ma la curiosità la spinge sempre verso nuovi campi da esplorare. E quindi perché non un blog, dove raccontare, raccontarsi e aprirsi a inedite conversazioni?

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